Nuovo Windows? Nuovo hardware. Senz’altro

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 03/10/2011
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Se la propria idea è provare Windows 8 non ci si illuda, non lo si può provare “sul vecchio computer” così, tanto per vedere come va, il risultato sarebbe deludente: ci vuole… nuovo hardware

Roma – Da qualche tempo a questa parte, per una ragione o per l’altra, la nuova versione di Windows è frequentemente ospite dei titoli, tanto dei media tradizionali quanto della blogosfera. Si sta, insomma, preparando il terreno per creare l’aspettativa, invogliare, far venire l’acquolina in bocca quanto basta a far sì che, quando Steve Ballmer taglierà ufficialmente il nastro, orde di popolo vadano ad approvvigiornarsi e passino a Windows 8, o come si chiamerà. Ma attenzione: non ci si illuda di poter compiere il passo senza aggiornare, pardon, sostituire il proprio hardware. Di nuovo? Si, senza dubbio.

Una rapida occhiata al passato, infatti, dimostrerà due cose: la prima è che questo è sempre successo quando Microsoft ha rilasciato nuove versioni di Windows. La seconda è che, appunto, è sempre successo nonostante Microsoft abbia indicato dei requisiti minimi di sistema analoghi a quelli della versione precedente o, eventualmente, appena di poco superiori.

Dunque, vorrebbe dire che Microsoft dice bugie quando elenca tali requisiti? La risposta, a essere sinceri, è ni. Ossia, è no se li si considera in valore assoluto, è invece si se poi non ci si limita a provare l’ebbrezza di veder partire la nuova versione ma – com’è lecito e normale che sia – ci si vuole anche lavorare.

Windows Boat: l'ironia di ZDNet sulla necessità di nuovo hardware quando si cambia versione di Windows (click per ingrandire)

Windows Boat: l'ironia di ZDNet sulla necessità di nuovo hardware quando si cambia versione di Windows (click per ingrandire)

È estremamente piacevole e anche simpatico da leggere lo scenario prospettato sul tema da Ken Hess di ZDNet, il cui post è sostanzialmente incentrato su questo tema. Un tema che Hess anticipa con un’immagine di apertura (qui a destra) decisamente eloquente, che non ha bisogno di alcuna spiegazione né di conoscere la lingua per comprenderne… l’ironico, perfido significato.

E le cui conclusioni, purtroppo (per Microsoft), arrivano a far comprendere che un conto sono le lucine e lucette delle presentazioni, un conto è la teoria, e ben altro è poi la pratica di chi, di un sistema operativo, non vuol solo ammirare lo splendore della nuova grafica o la grande altisonanza delle nuove caratteristiche, ma vuole anche – in definitiva – impiegarlo per quello che è per definizione: un’interfaccia tra l’uomo e la macchina.

Stranamente, Microsoft è rimasta pressoché inchiodata - si comprende da ZDNet - sui requirement di Windows 8, che sono pressoché identici nemmeno a quelli di Windows 7, ma addirittura a quelli di Vista. Unico cambiamento, comparso solo con Windows 7, è che la versione a 64 bit richiede il doppio di RAM (2 Gigabyte, dice).

Con 2 GB di RAM e due browser (compatti, come Chrome e Chromium) aperti, ecco la situazione (click per ingrandire)

Con 2 GB di RAM e due browser (compatti, come Chrome e Chromium) aperti, ecco la situazione (click per ingrandire)

Non è difficile crederlo. Qui sulla destra, la situazione del computer usato per la redazione di questo articolo (un ATOM 330 con 2 GB di RAM), su cui sta funzionando Windows 7 Ultimate a 32 bit, con in funzione Google Chrome Beta (aperto sulla redazione del sito con 4 tab) e Chromium, aperto per la consultazione della Rete con 6 o 7 tab aperti, tutto qui. Osservando la schermata si noterà che sono occupati oltre 1 Gigabyte di RAM e il computer, browser a parte, non sta facendo pressoché null’altro. Non ci vuol molto a capire che basta lanciare un paio di applicativi più impegnativi per vedere la barra verde salire vertiginosamente e lo Swap iniziare a essere usato.

Eppure Windows 7 (a 32 bit) doveva avere gli stessi requisiti di Vista, no? Illusione, pura illusione. Per questo Ken Hess ha ritenuto opportuno pubblicare la tabella dei requisiti a partire da qualche anno fa. Eccola:

Piccola storia dei requisiti minimi di Windows, redatta da ZDNet (click per ingrandire)

Piccola storia dei requisiti minimi di Windows, redatta da ZDNet

In breve, è difficile credere che Windows 8, dotato di nuove funzionalità, nuovo Kernel, nuove interfacce grafiche, multitouch e la marea di altre cosine delle quali si è sentito parlare finora, possa trovare spazio laddove Windows 7 c’entrava appena.

Per di più, se ci si ricorda, un segnale più chiaro è arrivato quando Microsoft ha promesso un boot più veloce che mai.

Si ricordava, la volta scorsa, che “in tutto questo vanno ricordati due dettagli fondamentali. Il primo riguarda la specifica architettura progettata da Microsoft, che trae estremo giovamento dall’impiego di schede madri dotate di tecnologia UEFI (un’estensione dell’EFI, usata anche dal Mac) al posto del vecchio BIOS. Dunque, il vantaggio lo si ha con le macchine di nuova generazione, che ormai lo hanno: chi usa schede madri datate non si aspetti pressoché alcun vantaggio”.

L’altro dettaglio importante era quell0 che “riguarda la disponibilità di CPU multicore: oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta, lo stesso Atom di Intel lo è, ma è chiaro che il «grosso» emerge quando si impiega almeno un quad-core e anche questo, necessariamente, orienta verso un hardware recente. Le CPU più vecchie, pur ancora «rispettabili», non potrebbero mai sfruttare le capacità di questa «invenzione»”.

A questo punto, credere di poter ancora utilizzare lo stesso hardware che si è tentato di strappare all’epoca di Windows XP per trascinarlo fino a Seven è più che chiaro sia pressoché utopico: si salva – forse – solo chi ha acquistato un computer sovradimensionato nel momento in cui ha deciso di partire adottando subito Windows 7.

Cosa concludere, dunque, dall’osservazione di questo scenario? Senz’altro è più facile decidere tenendo presenti alcuni dettagli, che poi tanto dettagli non sono:

  1. C’è ancora tanta, tantissima, ma davvero tanta gente – incluso chi scrive – che non ha ancora dismesso del tutto Windows XP, né lo farà in tempi brevi. I detrattori sono coloro che amano il nuovo a ogni costo e credono di fare la cosa giusta solo perché gira voce che XP non sia più sicuro, cosa assolutamente non vera fin quando sarà dotato di aggiornamenti da Microsoft, e ciò è garantito fino ad aprile del 2014.
  2. Vista, lo sanno tutti, è stato un flop. E Microsoft ha sempre rispettato l’alternanza: una versione buona, una così così. Ricordate? Windows 98: ottima; Windows ME: flop; Windows NT: ottima; Windows 2000: così così; Windows XP: ottima; Vista: flop; Windows 7: si sta dimostrando ottima (ora che ha il Service Pack 1); Windows 8: … Flop? Così così? Ovviamente non si può ancora dire.
  3. Non c’è fretta su queste cose, non deve esserci. Per nessun motivo.

Dunque, anche se la sequenza temporale porterebbe a maligne considerazioni sul futuro di Windows 8, calma: le tecnologie informatiche di oggi non sono più le stesse di dieci-quindici anni fa, per cui quella “regola” potrebbe essere distrutta dai fatti in un lampo.

Come rischiare il meno possibile? Aspettando. Respingendo l’idea di una precoce adozione del nuovo e dando il tempo al… bambino (che deve ancora nascere, lo ricordiamo: ciò che circola ha poco a che vedere con un prodotto stabile e affidabile) di essere partorito, vedere la luce e iniziare a emettere i suoi primi vagiti. Solo allora si potrà vedere che aria tira e la prudenza consiglia di far prove quante se ne vuole, ma al di fuori di qualsiasi ambiente “di produzione”.

E, stanti le considerazioni di cui sopra, desistere dal far prove con dell’hardware “datato”: esso introdurrebbe nelle proprie valutazioni dei fattori aggiuntivi non attribuibili al sistema operativo stesso falsando, di conseguenza, le proprie decisioni. Ne deriva che anche stavolta – l’ennesima – chi vuol provare Windows 8 dovrà tipicamente (almeno) raddoppiare  la RAM indicata da Microsoft e moltiplicare all’incirca per dieci lo spazio disco minimo richiesto: Microsoft chiede 20 Gigabyte? Bastano solo per installarlo, dunque per cominciare a far qualcosa ce ne vogliono 200.

Infine, poco – o nessun – risparmio sulla potenza di calcolo, sia della CPU vera e propria che della GPU: solo così si potrà davvero capire se Windows 8 farà – forse – al caso proprio o meno. E per chi vuol provare adesso, senza aspettare il kit commerciale vero e proprio, peggio ancora: essendo meno ottimizzato, può essere ancora più pesante, corposo e carico (vedi immagine Windows Boat sopra), dunque ci vorrà hardware non solo nuovo, non solo potente ma anche rigorosamente rispondente ai requisiti generali della casa.

Pertanto, parlare di adozione è decisamente prematuro e richiede come minimo - la storia anche qui insegna – l’attesa del Service Pack 1 per decidere se fare o meno il salto in lungo e lasciare Windows 7.

In breve? Tra un anno e mezzo. Forse due.

Marco Valerio Principato


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