L’era del computer in tele-affitto

Alcuni «zero client» di Teradici
Alcuni «zero client» di Teradici
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 17/10/2014
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Con l’aumentare delle esigenze in termini di potenza di calcolo – grafica o «rozza» che sia – va sempre più di moda l’impiegarle a distanza, in modo virtuale.

Più andiamo avanti, più vogliamo dai nostri computer grafiche spettacolari. L’ultima creazione Apple in tema di computer, il nuovo iMac, esibisce un video  Retina Display da 27 pollici con 5120×2880 pixel, vale a dire un 5K. Che non è per tutti: per quel computer si parte da 2.629 euro. E allora, perché comprare un computer così potente, o anche di più? L’idea di Amazon Web Services è di mettere a disposizione dei propri clienti tutta la potenza di calcolo che vogliono, in affitto, e farla impiegare mediante un piccolo computer dedicato a gestire solo le periferiche locali. Ma con una novità: il supporto al protocollo PCoIP.

La sigla potrebbe già mettere sulla strada: somiglia a VoIP, che sta per Voice over IP, il protocollo normalmente usato per far “viaggiare” la telefonia fissa tramite una rete IP (tipicamente Internet). Vero anche per il PCoIP: Personal Computing over IP, ossia l’elaborazione dati a distanza via IP, dove il computer “potente” è ospitato da una struttura possente (come Amazon, appunto) e l’impiego avviene a distanza. Uno scenario ideale per chi, ad esempio, ha bisogno di molta potenza di calcolo per progetti con rendering complessi (come quelli fatti con Autocad), ma non vuole dotarsi, in casa, di un “supercomputer”.

Uno degli scenari, infatti, prevede che l’utilizzatore impieghi un piccolo computer dedicato, a cui saranno connessi solo monitor, tastiera, mouse, audio e, naturalmente, la connessione di rete. In questa architettura è specialista Teradici, azienda leader del settore e titolare del brevetto sull’invenzione del protocollo PCoIP. Amazon ha siglato dunque un accordo con Teradici proprio per supportare i cosiddetti “PCoIP zero clients” (cioè terminali specializzati), rendendo così possibile disporre di una potenza di calcolo a volontà, di cui si fruisce a distanza.

Chi già dispone di un computer tradizionale in cui possano essere alloggiate schede di espansione non necessariamente deve acquistare uno “zero client”: Teradici mette a disposizione schede specializzate, con hardware dedicato, che svincolano il computer dall’onere della decodifica necessaria per l’impiego del protocollo PCoIP. Quest’ultimo è altamente ottimizzato per permettere la trasmissione di grafiche molto complesse sfruttando il minimo possibile della banda. Naturalmente, per avere qualità, di banda ce ne vuole, a meno che le proprie esigenze non siano concentrate sull’esecuzione di soli calcoli complessi: in quel caso, per la presentazione del risultato, le esigenze sono molto più contenute in termini di banda.

I prezzi di Amazon Web Services, considerata la potenza di calcolo offerta, non sono elevati. Si va dai 37 dollari al mese per il servizio base ai 79 per quello al top di gamma. Chi volesse dotarsi di uno “zero client” non ha molto da spendere: si acquistano con cifre tra i 200 e i 4-500 dollari, secondo prestazioni (esempio di HP). Un’economia dunque notevole, se si pensa alle migliaia di dollari da spendere per portarsi tutta quella potenza di calcolo “in casa” con, tra l’altro, un notevole rischio di obsolescenza veloce.

Anche VMWare, naturalmente, “è della partita”: ha anch’essa la licenza d’uso del PCoIP, dunque le sue soluzioni di virtualizzazione possono farne impiego, sia pure in concezioni architetturali diverse.

Per avere un’idea dell’architettura, oltre al sito di Teradici e di Amazon, si può consultare la pagina di Wikipedia (solo in inglese) dedicata a Teradici.

Insomma, fino a quando la tecnologia non renderà disponibili simili potenze di calcolo e grafiche a costi, consumi ed obsolescenza molto inferiori, l’idea del “prenderle in affitto” sembra continuare a farsi strada senza ostacoli.

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Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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