Twitter lancia Digit, un’idea machiavellica

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 23/10/2014
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La nascita di Digit, prodotto da Twitter, può essere una manna per gli sviluppatori di applicazioni. Ma anche un ficcanaso per la privacy senza eguali.

Twitter ha appena delineato un nuovo servizio per gli sviluppatori, pronto per essere integrato nelle loro applicazioni. Si chiama Digits e vorrebbe rendere più sicuro per i “consumatori” l’atto di autenticarsi alle proprie applicazioni e ai servizi che impiegano.

Piuttosto che ricordare nomi utente e password complessi, Digits dichiara l’obiettivo di semplificare l’operazione di autenticazione impiegando il proprio numero di telefono cellulare e un SMS di verifica al fine di concedere il riconoscimento dell’utente.

Annunciato alla Flight Developer Conference di Twitter, Digits sembra fatto apposta per trovare spazio in quei mercati dove l’utenza – magari appena “atterrata” sull’impiego di uno smartphone – non dispone di un indirizzo email (o neppure sa di averlo) e a volte neppure un computer, da usare per autenticarsi.

Ma queste persone, argomenta Twitter, comunque dispongono di un device mobile e del relativo numero telefonico. E Digits utilizzerà quello per «rendere i login più sicuri», in certo qual modo in modalità simile alla cosiddetta “autenticazione a due passaggi”.

Secondo TechCrunch, «per implementare Digits gli sviluppatori dovranno inserire una manciata di linee di codice nelle loro applicazioni e subito dopo disporranno di un’alternativa praticabile alle autenticazioni basate su nome utente e password, o addirittura agli stessi meccanismi di autenticazione di Facebook o di Google, se aggrada loro» (questi ultimi due sono quelli che si attivano quando si sceglie “Login con Facebook” o “Login con Google”, che sempre più spesso vengono compresi dalle applicazioni, ndR).

L'innocente uccellino non è più tanto innocente...

L’innocente uccellino non è più tanto innocente…

Va da sé che l’impiego di un simile meccanismo, se da un lato dà sotto il profilo della sicurezza, dall’altro chiede e ottiene sotto il profilo dell’esposizione di dati personali: praticamente non ci sarà persona che possa utilizzare un’applicazione dotata di vincolo all’autenticazione senza che Twitter entri in possesso di dati reali e univoci con cui è possibile risalire in maniera del tutto non ambigua alla singola persona. Sfruttando, tra l’altro, l’opera di identificazione compiuta dagli operatori cellulari, che normalmente non attivano utenze se non di fronte a una comprovata identità personale.

Ciò costituirà per Twitter un patrimonio enorme del quale, naturalmente, sa già perfettamente cosa fare: riversarlo nel proprio mondo Big Data, allacciare interrelazioni con gli sviluppatori e gli inserzionisti e fornire “schede” personali di una precisione e di un’autenticità senza precedenti. Naturalmente non gratis.

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