Android e iOS in auto? Sarà dura combattere QNX

Linux nel cruscotto
Linux nel cruscotto
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 08/01/2015
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I grandi, cioè Apple e Google, stanno dando battaglia all’indiscusso leader dei cruscotti, cioè QNX. Mentre Linux Foundation continua a sviluppare AGL.

Tra le tante novità emerse al Consumer Electronic Show di Las Vegas ci sono anche i passi fatti dai car maker, i costruttori di automobili, nel campo dell’infotainment e della gestione del veicolo. Anche lì, i “giganti” sono presenti: c’è Google con Android Auto, c’è Apple con CarPlay, c’è MirrorLink (inventato a suo tempo da Nokia) e vari altri. E a quanto pare c’è Volkswagen che ha intenzione di offrire qualsiasi di essi, purché piaccia al cliente.

E se lo scorso anno un grande costruttore di sistemi per auto quale è Pioneer si era adoperato per portare CarPlay di Apple in auto, quest’anno sembra intenzionato a portarsi dietro anche Android Auto di Google.

Poteva mancare Linux dal panorama? No, naturalmente. Già da luglio scorso Linux Foundation ha dato il via alle danze ed è nato AGL, acronimo di Automotive Grade Linux, capace di tutto.

Tutto questo è per cercare di sottrarre quote di mercato all’indiscusso leader, presente nei cruscotti di oltre il 50 per cento delle automobili moderne e ora aggiornato con ulteriori, nuove funzionalità: QNX.

Lo scontro, dunque, è in pieno svolgimento. Obiettivo: la piena e profonda integrazione tra il veicolo, lo smartphone di chi lo possiede e l’ecosistema di servizio a supporto dell’insieme.

Non solo infotainment, naturalmente: è possibile controllare e governare tutto, ogni minimo dettaglio, dalla pressione dei pneumatici alla temperatura, dall’ottimizzazione dei consumi al parcheggio automatico, che diverse case automobilistiche già presentano da tempo e che adesso, con le ultime novità, non richiederà neppure la presenza di chi guida: Volkswagen ha intenzione di “estendere” le funzionalità del proprio Park Assist e far si che, semplicemente, si scenda dall’auto e, sfruttando lo smartphone come telecomando, la si lasci parcheggiare perfettamente da sé, spegnendosi e chiudendosi a operazione compiuta.

Come mai tutto questo interesse dei giganti ad appropriarsi di questi settori? Le risposte sono parecchie ma le più importanti sono poche: QNX è il sistema dominante, è quello che “muove” la maggior parte dei cruscotti, anche quelli di coloro che non sanno – né si sono mai chiesti – chi e cosa ci fosse dietro l’automazione della propria automobile. I giganti, Apple e Google, sostanzialmente, intendono appropriarsi il più possibile di quei settori sostanzialmente perché sono una fonte inesauribile di dati.

Si pensi, solo per dirne alcuni, ai dati GPS: ogni spostamento – velocità compresa – è tracciato e se da un lato questo può risultare molto interessante per gli assicuratori, che in base agli “storici” possono conoscere in anticipo l’affidabilità dei clienti e praticare prezzi opportunamente dimensionati, dall’altro crea una schedatura al di fuori di ogni controllo e di ogni occhio vigile, forte del mare magnum dei Big Data, dalla quale è quasi impossibile sottrarsi.

Ecco perché community importanti come la Linux Foundation si stanno muovendo, sia pure con poche possibilità – al momento – di successo rispetto a giganti della portata di Apple, Google e delle case automobilistiche, interessate, ovviamente, al profitto prima di tutto.

Ne vedremo delle belle.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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