AdSense si sintonizza sui gusti, basta un biscottino o un plugin

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 12/03/2009
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I labs di Mountain View ne pensano un’altra: rendere gli annunci AdSense legati agli interessi dei navigatori, oltre che contestuali. Ma con il massimo molto rispetto per la privacy

Roma – AdSense, il sistema contestuale pubblicitario di Google, avvierà un nuovo metodo di scelta delle creatività da pubblicare presso i siti che lo impiegano, servendosi dei dati sugli interessi dei navigatori rilevati dai siti che questi ultimi visitano.

Contrariamente a quanto si possa supporre, la decisione è stata presa con un approccio diverso, almeno nelle sue linee generali molto più rispettoso della privacy e delle scelte dell’utenza, nonostante i pareri contrari e gli scenari alle spalle. In un articolato post sul blog ufficiale di Google Susan Wojcicki, VP della divisione Product Management, ha illustrato in dettaglio la novità.

In sostanza, verrà ricevuto un cookie dai server di DoubleClick (acquisita da Google lo scorso anno) che tiene traccia dei vari siti con annunci AdSense già visitati. In questo modo, “i banner saranno associati alle categorie di interesse – per esempio sport, giardinaggio, automobili, animali – con il vostro browser, a seconda dei tipi di siti che si visitano e le pagine che si leggono”, spiega Susan Wojcicki.

Una parte della pagina Preferenze Annunci di Google

Una parte della pagina Preferenze Annunci di Google

C’è, alle spalle di questa novità, un’ulteriore novità: la pagina Preferenze Annunci di Google. Su questa pagina è possibile addirittura personalizzare le aree di proprio interesse, come è possibile disattivare del tutto la funzione. Tuttavia, come tutte le preferenze utente che Google ha sempre permesso di impostare, anche le preferenze annunci sono memorizzate in un cookie: dunque, chi rimuove abitudinariamente tutti i propri cookie perderà anche le impostazioni decise per gli annunci.

Ma stavolta Google ha pensato anche a questo: per i due browser più «in voga», cioè Firefox ed Internet Explorer, ha preparato uno specifico plugin che si occupa di mantenere la decisione dell’utente sempre attiva, a prescindere dalla cancellazione dei cookie di preferenza.

Un così profondo rispetto delle scelte dell’utente finale, della «non invasività», per alcuni versi può sembrare incredibile. Eppure, come risulta da quanto Google stesso ha spiegato a Zdnet, è proprio così: “offrire una possibilità di opt-in va decisamente contro il modello economico scelto dalla maggior parte dei contenuti su Internet – dice una nota di Google, di cui Zdnet ha preso visione – I consumatori normalmente preferiscono vedere annunci il più pertinenti possibile, il che si traduce in una maggiore profittabilità per i servizi su Internet. Noi non vogliamo certo andare contro un modello che offre ai consumatori quei benefici di cui si servono, ma se qualcuno preferisce non ricevere annunci basati sui propri interessi, riteniamo sia giusto abbia ogni informazione e ogni strumento per fare le proprie scelte”.

Cosa potrebbe nascondere questa novità? Difficile dirlo. Di certo, in funzione di quanti netizen lasceranno attiva la funzione, la vita per i crawler di AdSense che debbono scegliere quale annuncio visualizzare sarà molto, molto più facile. Meno tempo-macchina per i server del gigante di Mountain View è un ulteriore risparmio, da moltiplicarsi per le sterminate migliaia di computer di cui Google dispone. E, naturalmente, maggior riscontro sull’efficacia dell’advertising proposto, pur lasciando la porta aperta socchiusa alla privacy.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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