Windows girerà in 3mila copie su un mainframe IBM
Roma – Un ritorno al passato, al «vecchio mainframe»? Non esattamente, l’idea di Mantissa Corporation è un po’ diversa: è quella di far girare Windows, tante copie di Windows, su mainframe attuali, precisamente sui sistemi Z di IBM. Tremila volte, per l’esattezza.
Si chiama z/VOS software e lo fa (per modo di dire) nella maniera più semplice possibile: nei megacomputer di IBM il software di Mantissa realizza un numero sterminato di CPU virtuali x86, complete di tutto. Utilizzarlo, come dicono gli anglosassoni, it’s a snap, è uno schiocco di dita, perché è sufficiente il semplice, ben conosciuto e collaudato impiego del Desktop Remoto di Microsoft, grazie al quale il megacomputer permetterà a dei netbook o, comunque, dei PC semplici e non impegnativi di sfruttarne le risorse a distanza.
Naturalmente, la novità non è affatto circoscritta a Windows: si tratta pur sempre di emulazione x86, dunque può funzionarvi virtualmente qualsiasi sistema operativo in grado di girare su quel microprocessore.

Mainframe IBM sul sito della casa
“Il prodotto è stato un grattacapo per il gruppo che lo ha sviluppato, ma l’idea di poter lanciare qualcosa come 3mila copie di Windows su un singolo sistema Z di IBM era talmente affascinante che c’è stato bisogno davvero di poca incentivazione”, ha scritto la scorsa estate sul list server di IBM/VM il presidente e fondatore di Mantissa, Gary Dennis, nel discutere l’introduzione del concetto.
Per quanto possa avere aspetto di mastodonte, l’idea è invece ricca di lati positivi. “A quel che mi risulta, una cosa del genere non è mai stata fatta finora su dei mainframe, ma sempre su altre tipologie di terminal server con architettura Intel, non certo su un System Z”, dice Clay Rider, presidente di Sageza Group, azienda di analisi di mercato. “Ne vedo ottimo uso per scopi didattici o per workstation a funzionalità fisse. Sarebbe ottimo non aver nulla da toccare, poter dispiegare un’intera architettura su PC periferici in pochi secondi e controllare tutto da una postazione centrale. Non appena studenti o utenti terminano l’uso, tutto può essere istantaneamene ripulito, archiviato, o qualsiasi altra forma di atto amministrativo informatico, e ciò è davvero un plus“.
C’è da augurarsi, aveva chiarito il presidente di Mantissa, che i sistemi Microsoft acquisiscano stabilità (e la scorsa estate Vista non lo era) in quanto sarebbe davvero poco interessante far girare su un colosso del genere un sistema operativo virtualizzato poco stabile.
Anche sotto il profilo delle licenze, nessun problema: secondo Dennis, l’idea non rappresenta nulla che vada al di fuori dei termini già esistenti e previsti da Microsoft in tema di specifiche licenze per la virtualizzazione.
I lavori, dunque, avanzano spediti: chi vorrà seguirne gli sviluppi potrà tenere d’occhio i progressi di Mantissa sul relativo blog oppure, qualora ritenuto più comodo, anche su Twitter.
Marco Valerio Principato




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