iOS e il futuro: app sfruttabili senza aprirle

Apple: nuove visioni sull'ecosistema delle App.
Apple: nuove visioni sull'ecosistema delle App.
La Redazione
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Pubblicato il: 09/06/2015
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Alcuni osservatori si chiedono quale sia l’effettiva direzione che Apple intende prendere a proposito di ecosistemi: dalla conferenza sviluppatori, assieme a iOS 9, si attendono novità rilevanti.

Roma – L’attenzione di Apple e i punti focali di iOS su cui lavora si stanno spostando: la casa di Cupertino si sta ormai concentrando non solo sulle App in sé, ma sui servizi che molte di esse sono in grado di fornire anche senza essere mai aperte. Secondo Quartz, questo è uno dei punti su cui si sta incentrando Apple nella conferenza sviluppatori in corso questa settimana.

«Apple wants app developers to start thinking outside the box», esordisce il sito. Il che, in italico, vuol dire “Apple desidera che gli sviluppatori inizino a pensare anche al di fuori della scatola”, un’espressione metaforica che fa riferimento al “recinto” nel quale le App, fino a oggi, sono state chiamate ad operare.

Sinora – racconta Quartz – le App in iOS hanno funzionato esclusivamente in “modalità sandbox”, ossia in una sorta di recinzione all’interno della quale l’App può fare ciò che vuole, ma non ha accesso ad alcuna delle prestazioni, funzionalità e dati presenti nel resto del device.

Pian piano, da Cupertino è arrivato l’accesso per gli sviluppatori a quei dati e a quelle funzioni finora loro precluse. Con l’ultima versione di iOS, Apple ha introdotto le cosiddette App Extensions, una sorta di API con cui le App possono, appunto, accedere ad altro in maniera standardizzata.

Sono così nati nuovi ecosistemi come HealthKit (si ricorderà l’accordo Apple-IBM in proposito), WatchKit ed altri. Il “modello sandbox” risulta così in corso di graduale abbandono in favore di una maggiore integrazione e uno sfruttamento più “aperto” dell’ecosistema.

Quartz spiega quindi che ad oggi le App, per uno strumento come l’Apple Watch, sono forse l’aspetto meno interessante. Alcune certamente hanno le carte in regola per emergere, ma nel caso specifico del Watch Apple ha preso in prestito dal mondo dell’orologeria il termine “complicazioni”, che indicano tutto ciò che, in un orologio, è aggiuntivo rispetto alla visualizzazione dell’ora.

Su un Apple Watch si visualizzano le condizioni meteo dal momento attuale ad alcune ore, quanti giorni mancano a Natale, o un “tocca qui per accendere l’aria condizionata in casa”. Medesimo discorso, secondo Quartz, riguarda gli iPhone: su di essi è ormai comune la presenza di Widget, ossia di elementi attivi, simili a quello che Android già offre da tempo, con la sola differenza di non poter comparire sulla Home Page del device.

Il medesimo discorso vale per le notifiche interattive, in grado di modificare la programmazione di altri strumenti software presenti all’interno dei gadget quali agende e rubriche: anch’esse sono funzionalità, ormai personalizzabili, che stabiliscono a tutti gli effetti un “ponte” tra applicazioni diverse.

In breve, Quartz vuole sottolineare che quanto di più importante emergerà dalla conferenza sviluppatori, molto probabilmente, non sarà annunciato a chiare lettere. Spostare l’attenzione su un intero ecosistema, dare agli utenti-clienti la possibilità di apprezzare non solo le singole funzionalità delle App, ma anche il loro apporto all’ecosistema di cui altre App possono avvalersi, rappresenta un cambio di paradigma, ancora una volta avanzato e progettato per arrivare prima di altri, del quale la casa di Cupertino si servirà come elemento di differenziazione.

La grande sfida – conclude il sito – sarà non tanto nel formare gli sviluppatori, quanto nell’insegnare ai clienti quanto valore possa risiedere nelle funzionalità realizzabili al di fuori della singola App.

Dato l’imminente arrivo di iOS 9, non resta che attendere: Apple ha promesso molto e ha dichiarato di aver mantenuto l’attenzione anche ai device non proprio nuovissimi, una decisione poco consueta della quale, a breve, si vedrà la consistenza.


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