Come rimuovere l’offerta di Windows 10 di Microsoft

La «gentile offerta» surrettiziamente infilata da Microsoft, non removibile.
La «gentile offerta» surrettiziamente infilata da Microsoft, non removibile.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 29/06/2015
Commenti 2 commenti | Permalink

Microsoft vi ha «scelto» per offrirvi Windows 10 gratis e per farlo vi ha piazzato l’iconcina inamovibile nel vassoio di sistema? Non la volete? Ecco cosa c’è da fare.

Roma – Come abbiamo appreso qualche tempo fa, Microsoft sta cercando di distribuire Windows 10 in modo che tutti lo abbiano, fisso e mobile. Per far questo, salvo le aziende, sarà possibile avere Windows 10 gratis per tutti coloro che attualmente utilizzano Windows 7, Windows 8 o Windows 8.1.

Come anticipato, sarà facile ottenerlo: un “semplice” aggiornamento. E, sempre come anticipato, l’avviso sarà presente nel vassoio di sistema. Ogni promessa è debito: anche chi scrive, dalla scorsa settimana, ha ricevuto da Microsoft questa gentile modifica surrettizia proveniente da Windows Update, che installa nel vassoio di sistema una bella iconcina, cliccata la quale si viene introdotti nel fantastico mondo di Windows 10, con tanto di offerta a €135, no, prezzo sbarrato, zero, come promesso.

E se per caso non si desiderasse? E se questo ulteriore programma in memoria non lo si volesse, giacché si sta bene così come si sta?

Chi scrive ha proceduto a fare una piccola indagine. Il programma che si occupa di mostrare la vetrina si chiama GWX.EXE e si trova nella cartella:

C:\Windows\System32\GWX

Al suo interno ci sono molti file che sarebbe carino esaminare, non fosse altro perché parlano di “telemetry” (telemetria, un modo elegante per non dire “tracciamento”), ma andiamo al sodo.

Il nome, GWX, sembrerebbe esplicativo: Get Windows X, dove X sta per dieci in numeri romani, cioè “ottieni Windows 10”. A ogni riavvio il programma viene rieseguito e si troverà sempre in funzione, né è possibile “uscire” (non c’è alcuna voce nel menù).

Eliminare la cartella non è possibile: trovandosi nell’area di sistema di Windows, le protezioni lo impedirebbero. Ma c’è una soluzione: basta un semplice CD di Ubuntu o Lubuntu. Lo si avvia, si entra in C:\Windows\System32 e, per cominciare, si rinomina la cartella, così da non perdere nulla ma impedire a Windows di trovarla dove si aspetta che sia.

Premesso che, una volta rinominata, Windows parte senza proteste (almeno a chi scrive), si potrebbe anche eliminare direttamente, ma meglio essere prudenti e fare prima ripartire Windows per osservare eventuali comportamenti “strani”.

Se nulla di anomalo accade, la cartella può essere rimossa, magari entrando in quella soprastante con un “Esplora risorse” aperto con autorità di amministratore.

Naturalmente, qualora si desideri invece approfittare di questa fantastica offerta, non va toccato nulla. Ma, come abbiamo già detto, è una scelta da fare con estrema consapevolezza: si tratta pur sempre di un sistema operativo che, oltre a rivoluzionare l’intero modello architetturale, inevitabilmente costringerà ad avere un computer almeno “non ancora obsoleto”.

Qui di seguito l’operazione da svolgere mentre è in funzione Lubuntu (o simili): una volta individuato il disco di Windows, si raggiunge la cartella, si evidenzia e premendo F2 si procede a cambiarle nome.

Con buona pace dell’offerta.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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  1. Alessio scrive:

    Il problema è che la magica parolina “gratis” unita ad un’abile manovra di marketing rendendo noto il prezzo di 135 euro necessari per l’aggiornamento se eseguito dopo il 29 luglio 2016 scatenano negli utenti una rezione compulsiva che li porterà (almeno una grande fetta) a prenotare immediatamente e ad aggiornare subito.
    Se ci si ferma un attimo a riflettere però ci si può rendere conto che il sistema operativo non è altro che un “mezzo” per far girare dei programmi che a sua volta sono dei “mezzi” che ci permettono di produrre contenuti o ad esempio per navigare: tutto questo però Windows 7 lo fa già egregamente (così come anche qualsiasi distro pinguinata).
    Anzi, Windows 10 avrà comunque sicuramente bisogno di qualche mese di affinamento e potrebbe creare più problemi che altro..unito poi al fatto del quasi obbligo di loggarsi (brutto termine ma in italiano…non mi viene!) con un account Microsoft, quindi con nome e cognome, me lo fa stare leggermente antipatico e sicurmante io non sarò tra quelli che aggiornano al day-1
    Windows 7 funziona bene, è solido e supportato comunque fino al 2020 quindi…

    • Caro Alessio,
      mi trova non d’accordo, di più. Per altri cinque anni non credo proprio, personalmente, di cadere nel “tranello”. Poi, nel frattempo, nulla vieta di provare, magari su un PC di test (o virtuale). Ma le premesse non mi piacciono. Come già faccio per certe App alle quali – almeno per ora – non posso rinunciare, una bella installazione sotto Virtualbox di XP o di Seven per gestire le medesime, e per il resto… c’è tanta bella Debian, Lubunu… a buon intenditore poche parole.
      Saluti e grazie per l’intervento.




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