Pagare con un selfie? (Quasi) fatto: nasce il «passwolfie»

L'attimo clou del «passwolfie».
L'attimo clou del «passwolfie».
La Redazione
Di
Pubblicato il: 03/07/2015
Commenti Commenta | Permalink

Avete mai pensato di pagare strizzando l’occhio davanti allo smartphone? Voi no, ma Apple, Samsung, Google e Mastercard si: dal prossimo anno arriverà la novità.

Roma – In questi giorni si fa un gran parlare delle tecnologie biometriche, quelle che riconoscono il volto, e al centro della scena c’è Facebook, con Moments che non arriva in Europa perché non convince i garanti privacy e con l’idea di Zuckerberg di arrivare quasi alla telepatia. Ma anche Apple, Samsung, Google e Mastercard ci stanno lavorando ed entro l’anno pare che le sfruttino per… far pagare gli acquisti.

L’idea è quella di memorizzare, nei server di Mastercard, il tracciato biometrico – ovvero la scansione – del volto del cliente. Al momento in cui si deve pagare, basta accettare il pagamento con un’apposita App, inquadrarsi esattamente come si fa con un selfie e, quando l’App lo dice, strizzare l’occhio: questo evita che qualche furbastro possa impiegare una… foto come password. A riconoscimento avvenuto, voilá: il pagamento è fatto.

Le alternative ci sono, naturalmente: al posto del selfie-password (proviamo a battezzarlo con una nuova parola-macedonia, per esempio passwolfie) si potrà usare l’impronta digitale – del resto sia Apple che Samsung hanno quel che serve – per evitare di far “circolare” la propria impronta biometrica nei server di Mastercard.

Tuttavia, come ha spiegato a CNN Money Ajay Bhalla, presidente della divisione sicurezza enterprise di Mastercard nel video qui di seguito, anche se i server dispongono dell’impronta biometrica di un soggetto, non per questo riescono a ricostruire l’immagine originaria: con i dati in quella forma, la tecnologia consente  solo un “match”, un confronto per ottenere un valore, vero o falso.

Resta solo qualche “piccolo” timore: finché l’operazione si svolge tra Mastercard e Apple, o tra Mastercard e BlackBerry (che verrà altresì inclusa), c’è relativamente poco da preoccuparsi. Decisamente meno tranquilli si può stare se l’operazione si svolge con Google/Samsung, note voragini senza fondo per la tutela della privacy.

Sia come sia, dopo qualche prova – con un campione di cinquecento clienti disponibili al test – il prossimo anno Mastercard ha intenzione di iniziare a diffondere il sistema in tutto il mondo. Nel frattempo sta siglando accordi con altre due grosse banche, delle quali non ha però rivelato il nome.


La Redazione (3322 articoli)

Nucleo redazionale del sito dove, sotto la direzione di uno o entrambi i responsabili (Marco Valerio Principato e Dario Bonacina), vengono lavorati articoli scritti da altri collaboratori o da loro stessi.


Abbiamo parlato di:
, ,

Commenti (Facebook)
Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.