Come ti rispolvero un Mac Mini Early 2009

Il Mac Mini «early 2009».
Il Mac Mini «early 2009».
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Pubblicato il: 25/10/2017
Commenti 2 commenti | Permalink

Stavate per disfarvi del vostro Mac Mini Early 2009? FERMI! Non è affatto da buttare. Basta smettere di dar retta a Tim Cook e rinascerà a nuova vita.

Roma -Volete rispolverare, riutilizzare (bene) un Mac Mini early 2009, di quelli con CPU Core 2 Duo a 2,53 MHz o giù di lì? L’importante è che, a suo tempo, proprio come feci io nel lontano 2010, lo abbiate preso “ben dotato”. Il massimo che potete fare è metterci un disco SSD, la cosa è fattibile senza troppi problemi e vale la pena. Come? Ma è semplice: basta sdraiare del tutto Mac OSX e installarci Linux.

Non avete idea: pensavate di doverlo buttare, che ormai fosse inesorabilmente obsoleto, lento, con poca memoria, mancoperniente, basta togliersi dai piedi quel macigno di Mac OSX 10.11 “El Capitan” – eh sì, perché dalla 10.12 “Sierra” in poi Tim Cook lo ha tagliato fuori, proprio per “ucciderlo” (si chiama obsolescenza programmata) – e lo vedrete letteralmente rinascere.

Io c’ero quasi cascato. Lo avevo tolto dallo studio, sostituito con un più nuovo assemblato basato su Core i7 3400 con 16 GB di RAM e disco Flash da 250 GB (che va benissimo, intendiamoci, anche perché sempre Linux c’è…). Sapendo che gli Apple Addict sono sempre pronti, avevo provato a venderlo: per 100 euro avrei ceduto il Mac Mini con 4GB di RAM, disco Flash da 128 GB, tutto originale con imballi, più tastiera USB Apple, tastiera Bluetooth Apple, Apple Magic Mouse Bluetooth e un disco esterno da 250 GB per il backup fatto praticamente apposta da IoMega, stessa sagoma del Mac Mini.

Ho messo l’annuncio ovunque, non se lo è filato nessuno. Poiché non  amo buttare i soldi, l’ho imbustato e messo in un mobile, in attesa di un’idea migliore, che è arrivata: dovevo sostituire il PC del mio laboratorio, dove ho anche la stazione radio da Radioamatori. Era semplicemente perfetto: potente quanto basta, piccolo, compatto, silenzioso. Il PC del laboratorio, decisamente più obsoleto (basato su CPU AMD Athlon 64-3000, con motherboard Asus A8V), è ancora ottimo come server e file server, ma come potenza di calcolo sulla grafica e su Internet veloce soffre troppo. Infatti, ora cambierà mestiere e farà proprio quello.

Sul Mac Mini? Semplicissimo: Ubuntu Mate 16.04 LTS. Avendo cura, in fase di installazione, di scegliere “cancella tutto il disco e installa Linux”. Addio, Mac OSX, è stato bello. Del resto, per alcune manovre agilmente fattibili solo su un Mac, ho un bellissimo, finto iMac, che funziona alla perfezione sotto VirtualBox e, per di più, si è lasciato aggiornare tranquillamente a Sierra e High Sierra senza protestare. Ecco qui (si può cliccare l’immagine per ingrandire):

Ubuntu Mate 16.04 LTS e l'essenziale installati.

La Mate 16 di Ubuntu, sul Mac Mini, va che è un burro: morbida, efficace, efficiente, pulita, poco avida di risorse, funziona tutto perfettamente, escluso il solo Wi-Fi (ci vorrebbe il modulo kernel, ma ho Ethernet quindi il Wi-Fi sul Mac Mini non mi serve proprio). Tornato ad essere scattoso e reattivo, il Mac Mini è completamente rinato.

Per il momento, risoluzione piuttosto contenuta: il monitor è un vecchio LCD da 1024×768 pixel. Fa ridere, lo so, tra poco farò un carta vince carta perde con un altro, il mio vecchio Philips Brilliance 180P2 che ancora, a 15 anni di età, funziona perfettamente: gli toglierò la base multimediale (che non serve: l’audio, in un PC di una stazione radio da Radioamatori, va alle/viene dalle apparecchiature per i flussi radio digitali) e lo attaccherò a un braccio snodabile fissato al muro (come ad esempio questo).

Dato che noi Radioamatori utilizziamo a volte anche cose vecchiotte, mi servivano un paio di porte seriali RS232 “old style”. Detto, fatto: due semplici adattatori USB-Serial, che Linux ha immediatamente riconosciuto (non come Mac OSX, che fa mille storie) e funzionano perfettamente. Eccoli qui sotto, sulla sinistra del Mac Mini, pronti per essere collegati (uno è della Digicom, l’altro è un cinesaccio, ma funzionano entrambi alla grande):

Il Mac Mini sotto al ripiano d'appoggio, con sopra l'Hard Disk IoMega e, a sinistra, i due adattatori RS232-USB.

Da quella postazione raramente avrò bisogno di YouTube, Facebook e simili. Comunque, va benissimo sia su YouTube, dove si vedono anche i filmati HD, sia sui video di Facebook, che si vedono e si sentono perfettamente, sia su Instagram; ci funziona Gimp per qualche lavoretto grafico se dovesse servire; è solo appena, appena più lento degli altri miei PC, molto più recenti, e ha – ovviamente – meno memoria, ma chi se ne importa: quella che c’è basta e avanza.

(Con la voce di Cetto Laqualunque) ciao, Tim Cook, ciao. È stato un piacere. E ricordati: sul mio iPhone 6S e sul mio iPad Air 2 sei all’ultima spiaggia, non ti consentirò di aggiornarli oltre la versione attuale (la 11 di iOS). Ormai dovresti aver capito che con me non si passa. E se non lo hai capito… te lo farò capire io a calcioni.

Hasta la vista, compañeros.

Marco Valerio Principato

(Articolo in formato PDF)

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.

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Commenti locali
  1. Fabio ha detto:

    Io ho riciclato un MacMini del 2006. Debian base + Kodi, ed ecco servito un perfetto Media Center 😀




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