Nuovo search engine di Microsoft: arriva o gioca a nascondino?
Roma – Dopo il lancio di Wolfram|Alpha, è in arrivo un nuovo, possibile terremoto nel mondo dei motori di ricerca: il nuovo prodotto di Microsoft, sinora ritenuto chiamarsi Kumo.
Sinora, perché ad oggi chi dovesse rileggersi le parole del blogger Danny Sullivan di Search Engine Land, scritte all’inizio del mese, troverà una sorpresa che potrebbe avallare le ipotesi di un cambio di brand name: sia collegandosi con http://kumo.com sia provando una delle ricerche suggerite dal blogger – come “Audi S8” – ci si ritroverà con un documento HTML assolutamente vuoto. (Menu: Visualizza->Sorgente su Internet Explorer, oppure CTRL-U su Firefox). Il nome a dominio, tuttavia, almeno in Italia viene risolto in 207.46.104.145 che, come risulta da un normale whois, appartiene a Microsoft.

Steve Ballmer, numero uno di Microsoft. Presenterà lui stesso il nuovo motore?
A seguito di ulteriori annunci, prima pubblicati da AllThingsDigital e, subito dopo, dal Wall Street Journal, il blogger è tornato sull’argomento, ipotizzando che molte circostanze lasciano supporre l’arrivo imminente di una presentazione ufficiale, che vedrà sul palco Steve Ballmer in persona.
Vi sono delle ipotesi di cambio brand, sulle quali non esiste alcuna notizia ufficiale: la blogosfera ritiene che possano esservi tre alternative a Kumo, esattamente Bing, Hook e Sift.
Del resto, bing.com si risolve in un altro indirizzo (207.46.104.147) comunque appartenente a Microsoft. Al contrario, hook.com risulta parcheggiato, mentre sift.com al momento sembra appartenere ad un’omonima azienda. Sembrerebbe dunque ragionevole ritenere che – se dovrà esservi un cambio di brand - difficilmente potrà coincidere con Hook o Sift.
Da tutte le fonti emerge che, sulla vicenda, Microsoft non ha voluto rilasciare commenti o informazioni a nessuno, ma una cosa è certa: assestare un doloroso morso ai polpacci di Google è una vecchia ruggine, un vecchio, goloso obbiettivo a cui il gigante di Redmond difficilmente rinuncerà. Aveva tentato di farlo partorendo il Browserank, ci aveva provato insieme a Yahoo! e ci riproverà ancora. Kumo o Bing che sia, ma ci riproverà.
Marco Valerio Principato




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