Torino, Linux Day 2009: un’occasione unica per pinguini e non

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 24/10/2009
Commenti 1 commento

Roma – Dalle ore 14 di oggi prenderà il via a Torino il Linux Day 2009, occasione di incontro tra esperti, novizi, appassionati e semplici curiosi in cui è possibile toccare con mano il pinguino più noto del mondo, di cui qui si può leggere la storia completa.

La manifestazione si svolge nei locali di Cascina Roccafranca, in Via Edoardo Rubino 45 (angolo via Gaidano). “Per il terzo anno consecutivo il seicentesco edificio di derivazione agricola, ristrutturato e divenuto centro di numerose attività culturali e ricreative, si trova ad ospitare un evento dedicato alla più moderna tecnologia ed all’informatica”, si legge sulla pagina dedicata.

Gli appassionati e gli esperti che sinora non ne hanno mai sentito parlare si chiederanno il perché di tale manifestazione: lo scopo, come peraltro quello delle numerose analoghe iniziative anche in molte altre città d’Italia, è quello di rompere il ghiaccio, di dimostrare che con la tecnologia di un sistema operativo Open Source come Linux si può fare praticamente tutto ciò che si fa anche con il Closed Source e, in più, si possono fare molte altre cose che con il Closed Source, invece, è impossibile fare.

Il visitatore occasionale, dunque, potrà sfruttare questo pomeriggio per fare conoscenza con Linux in modo del tutto indolore: si potrà “Portare il proprio pc per installarci sopra Linux: in tal caso si dirigerà verso il LIP (Linux Installation Party), nel salone centrale di Cascina Roccafranca. Immediatamente riconoscibile per il discreto caos che vi regna…”, spiegano sul blog.

Se invece si è interessati a qualcosa di più succoso, in virtù di una preparazione personale non troppo lacunosa, è possibile ascoltare uno degli oltre 2o Talk, suddivisi in tre livelli: il verde per chi inizia, il giallo per chi ha una media preparazione e fa parte degli utilizzatori “meno intimoriti da tastiera e mouse”, e infine il rosso per coloro che comprendono frasi del tipo: “al mondo esistono 10 categorie di persone: quelle che capiscono l’informatica e quelle che non la capiscono” (suggerimento: la cifra 10 non è espressa in decimale…). In zona rossa, dunque, si sentirà parlare di Kernel come niente fosse: chi è novizio o non interessato a plasmare un pinguino a propria immagine, può tranquillamente omettere e durante quei Talk andare a prendersi un caffè.

Come è peraltro sempre accaduto in queste manifestazioni, non si tratta affatto di proselitismo nel senso più assoluto del termine. Si tratta invece del reale e sottile piacere che chi si sente pinguino dentro prova nel condividere con altri tutto ciò che sa e ha appreso nel tempo, nella certezza che l’atto stesso dell’insegnare a sua volta insegna a chi insegna.

Poiché, con grande rabbia e “scorno” dei sostenitori del Closed Source a oltranza, tali manifestazioni sono molto spesso gremite di folla, è molto importante leggere attentamente tutti i suggerimenti che lo staff stesso fornisce per fruire al meglio del “servizio”: per chi volesse ad esempio provare a farsi installare Linux, è bene seguire questa guida in modo da facilitare al massimo il lavoro degli esperti, sollevandoli da operazioni di routine quali un backup o una deframmentazione che, durando molto tempo, creerebbero dei colli di bottiglia al defluire dei visitatori.

Appuntamento, dunque, a Torino come in altre città, dopo pranzo, con Tux.

Marco Valerio Principato

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  1. M. Fioretti scrive:

    a proposito di ” rompere il ghiaccio, di dimostrare che con Linux… si possono fare molte altre cose che con il Closed Source, invece, è impossibile fare”, segnalo a tutti i lettori l’articolo

    “Perché venire al Linux Day 2009? Ve lo spiega una mamma!”

    http://stop.zona-m.net/it/node/18