PC più scattanti con il “vecchio” germanio

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 09/02/2010
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Milano – Conosciuto per le sue proprietà di semiconduttore e utilizzato per la produzione di transistor, il germanio potrebbe presto conoscere una nuova gioventù in campo tecnologico: alcuni ricercatori del MIT, infatti, lo hanno utilizzato per sviluppare un nuovo tipo di laser che potrà trovare applicazione nella fabbricazione di microchip ultraveloci.

I risultati degli studi su questa nuova tecnologia, illustrata da Wired, permettono di prevedere che – in un prossimo futuro – i computer possano raggiungere una velocità di calcolo molto più elevata a quella odierna e, quindi, offrire prestazioni di gran lunga superiori a quelle consentite dagli elaboratori attuali.

Il tutto grazie all’impiego del nuovo laser, che consente di generare onde luminose in grado di trasmettere dati come le connessioni in rame, ma molto più rapidamente.

Eli Yablonovitch, docente del dipartimento di ingegneria elettrica e informatica a Berkeley, è convinto che questa scoperta, basata sulla tecnologia definita photonic computing possa portare ad una significativa riduzione di costo nelle comunicazioni e nella produzione di processori più veloci.

Questi stessi chip, meno soggetti a problemi di riscaldamento, porterebbero ad un conseguente risparmio di energia. Il tutto potrebbe comportare un concreto valore aggiunto per tutti i tipi di computer, ma soprattutto per i dispositivi portatili come notebook, netbook e via discorrendo.

La prospettiva a medio termine (questa tecnologia potrà essere impiegata in ambito produttivo entro pochi anni) è dunque quella di avere sul mercato computer ultra-performanti, considerando anche i risultati raggiunti dai ricercatori IBM del Watson Research Center di Ossining (NY) che hanno sviluppato una tecnologia per un nuovo tipo di transistor basata sul grafene anziché sul silicio, che rende verosimile la possibilità di ottenere chip da decine di GHz.

Dario Bonacina

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