Google Mail ha il suo PDF viewer. Veloce e Web-based
Roma – Oggi installare Adobe Reader non è più un affare da poche centinaia di Kilobyte: sono quasi 25 Megabyte, tant’è che utilizza anch’esso un downloader, un programma più piccolo che si incarica di scaricare tutta l’applicazione di installazione e lanciarla, con offerta di relativa ripresa in caso di interruzione del download. Proprio pensando a questa “pesantezza”, dai Labs di Mountain View è arrivata l’idea: leggere i PDF di Google Mail online, anche non installando Adobe Reader.

Una email in Google Mail con allegato PDF
Tutto è molto più semplice, all’insegna del cloud computing: quando si riceve una email contenente un allegato PDF, c’è ora la possibilità di cliccare su View o Download. Cliccando su View, si apre un nuovo tab sul browser (o una nuova finestra, secondo impostazioni) e l’applicazione PDF di Google parte, sfruttando Google Docs per visualizzare il documento.
La visualizzazione è veloce, semplice e immediata: sulla destra vi sono gli strumenti per scorrere il documento, in alto a sinistra vi sono tre link, uno per scaricare, uno per stampare ed un per visualizzare il documento in HTML semplice.
Quest’ultimo, qualora impiegato, avvertirà di non essere in grado di visualizzare immagini, ma il testo sarà perfettamente leggibile, pur se alterato nell’aspetto delle pagine.

Adobe Reader 9 occupa 200 Megabyte su disco
Tra il disporne e il non disporne i vantaggi sono indubbi: specie chi possiede un computer non troppo nuovo gradirà molto risparmiarsi quei 200 Megabyte che l’intera cartella Adobe occupa per aver installato solo e semplicemente Adobe Reader. Senza contare la pesantezza del programma che, su un PC datato, si avverte molto.
Per questo alcuni osservatori scherzano dicendo “il mio computer applaude”: oltre ad un nuovo passo verso il cloud computing, non va dimenticato che la novità rappresenta un passo anche contro i virus, la cui esecuzione sarebbe ristretta nell’ambito del browser, un elemento in genere “controllato a vista” dagli antivirus.
La novità sfrutta dunque un obbiettivo di più ampio respiro già perseguito da tempo, cioè la piena integrazione dei documenti PDF in Google Docs, che ora viene impiegata anche dall’applicazione Gmail.
Marco Valerio Principato





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