Mozilla, un occhio all’ID, l’altro al multithread, e non solo

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 20/07/2011
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Intorno a Firefox stanno accadendo diverse cosine: Mozilla cerca un sistema per unificare l’autenticazione e per sfruttare il multithreading. Nel frattempo Firebug perde il capo sviluppatore

Roma – Intorno al browser Firefox, il celebre programma di Mozilla, stanno succedendo diverse cose: si cerca un metodo per semplificare la sequela di password che l’utenza deve ricordare, un metodo per rendere il browser all’altezza del multithreading e un sistema per… riavere chi sviluppa Firebug, una celebre estensione usata da tutti gli sviluppatori per sbirciare nei propri siti a runtime. Ma andiamo con ordine.

Sarebbe bello doversi ricordare una sola password e poi non doversi preoccupare d’altro per farsi autenticare sui molteplici siti che si frequentano: in parte, con l’ausilio della memorizzazione delle password, ciò è possibile ma è affetto da molte insicurezze.

Per arrivare a questo risultato, Mozilla sta studiando un sistema à la OpenID, ben diverso però in molti aspetti: non traccia l’attività dell’utente e ne rispetta la privacy, perché di fatto assegna a un determinato browser una sua particolare ID caratteristica, più che sufficiente per autenticarsi. Ci sono alcune perplessità, ma l’idea sta prendendo forma e va, tutto sommato, nella stessa direzione del futuro di quel browser, così come visto dal presidente della Foundation.

Firefox 5: parecchie novità intorno al celebre browser

Firefox 5: parecchie novità intorno al celebre browser

Poi c’è un’altra novità non da poco. Chi ha seguito lo sviluppo di Chrome, il browser di Google, sa che ogni tab in realtà gira come processo in totale autonomia. Se questo offre molta velocità, flessibilità e indipendenza, per contro consuma risorse con molta facilità all’aumentare dei tab aperti.

Mozilla vuole fare qualcosa di meglio: far sì che Firefox possa sfruttare il multithreading, ossia la possibilità di servirsi delle più moderne funzioni messe a disposizione dalle CPU più recenti, che di fatto consentono maggiore velocità e potenza di calcolo.

Ciò va nella direzione di quanto delineato da Mozilla quando parla di cosa intende per “responsiveness” di un browser: la capacità di una pagina aperta di non restare “isolata” dall’ambiente principale del browser che la circonda per più di 50 millisecondi.

Sfruttare il multithreading, oggi disponibile anche in CPU economicissime come gli ATOM di Intel, significherebbe accorciare di molto le distanze da browser come Google, che lo hanno distaccato principalmente proprio sotto quel profilo.

Infine, c’è un problema di recentissima comparsa: John J. Barton, il principale sviluppatore di Firebug, una celeberrima estensione per Firefox con cui tutti – incluso chi scrive – hanno sempre sbirciato a run time nelle pagine per scoprire difetti o capire punti in cui qualcosa non va, modificare e provare parametri, ha deciso di lasciare la barca e dallo scorso lunedì è transitato nello staff di Google a lavorare su Chrome.

Non abbandona del tutto, ma di certo Firebug sotto Firefox non sarà più il suo main focus: dunque, non resta che sperare che qualcuno volenteroso lo “sostituisca”.

Insomma, un po’ di terremoto, un po’ di innovazione, un po’ di voglia di nuovo, tutto intorno a un Firefox 5 ormai in giro sui computer e alle versioni successive che Mozilla sembra voler sfornare a velocità inusitate: speriamo bene.

Marco Valerio Principato

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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