Facebook, HTTPS obbligatorio per tutti

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 21/11/2012
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Decisione definitiva: Facebook passerà al protocollo cifrato per tutti gli utenti come impostazione predefinita. Chi vuole, però, potrà continuare a non usarlo.

Roma – Ormai Facebook è un ecosistema troppo grande (e troppo prezioso) per non far nulla in direzione della tutela dell’integrità dell’utenza. Dunque, ormai è deciso: a iniziare dagli Stati Uniti ma, a seguire, in tutto il mondo, Facebook imposterà tutte le utenze per l’impiego del protocollo HTTPS, ossia quello che contraddistingue le c.d. “transazioni sicure”, come quelle bancarie.

Ciò si traduce, in pratica, nell’utilizzare sempre URL di accesso che iniziano con “https:// …” e non più con “http:// …”. Sembra niente, ma una tale decisione comporta diversi risvolti, non solo dal punto di vista dell’offerta – ossia di Facebook – ma anche da quello della domanda – ossia dell’utenza – che ne farà impiego.

Questa impostazione sarà quella di default, ossia sarà quella predefinita. Ciò non toglie che, per propria personale scelta, l’utenza sarà libera di “recedere”: potrà, su specifica decisione, applicare un’impostazione che consentirà di non fare uso di tale protocollo.

La possibilità, come spiegano su TechCrunch, è volta a far sì che chi, eventualmente, “soffra” nell’usare il protocollo sicuro per questioni di velocità e preferisca privilegiare quest’ultima piuttosto che la sicurezza, sia comunque in grado di tornare alla vecchia connessione “in chiaro”. L’uso del protocollo cifrato, infatti, comporta un piccolo calo nella “brillantezza di risposta” a causa del maggior tempo di calcolo necessario per le operazioni di codifica e decodifica. Va anche detto che, con i PC recenti, tale differenza è davvero scarsamente apprezzabile.

Non si tratta, in ogni caso, semplicemente di una scelta a favore dell’utenza, sia ben chiaro: non è, banalmente, una questione di impedire “l’ascolto dal tavolo accanto”, come illustra LifeHacker. È, invece, una questione di salvaguardia del valore: anche lo stesso Facebook ne trae vantaggio, assicurandosi che anche qualora il traffico si svolga su una connessione WiFi in chiaro – evenienza probabilissima – nessuno, specialmente i competitor di Facebook, possa avere accesso a quanto scorre in quella “conversazione”, neppure per banale coincidenza.


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