Do Not Track, il gruppo: allora, che facciamo?

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 14/02/2013
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Lo stallo della proposta di standard per l’opzione di non tracciamento da parte dei browser sembra sia terminato: in ambito W3C sono ripresi i lavori. E termineranno entro l’estate, dice.

Roma – Dopo una lunga stasi dovuta a inedia / inoperosità / disinteresse, lo sviluppo dello standard Do Not Track sembra sia ripreso e con propositi e scandenze, stavolta, molto più stringenti.

Il Do Not Track, lo ricordiamo, è una proposta di standard a volte citata con la sigla DNT il cui scopo è quello di fornire ai siti Web un’indicazione precisa della volontà dell’utente circa la possibilità di essere o meno tracciato durante la navigazione.

A partire dalla versione 23 di Chrome, Google ha raccontato di aver implementato il meccanismo compiutamente nel suo browser. Tuttavia, fin dal 2011, i vari giganti – in testa proprio Google e Facebook – avevano scritto una lettera alle autorità spiegando le ragioni della loro netta contrarietà a quel meccanismo.

Si tratta, com’è evidente, di una questione controversa e i cui effetti, come si può rilevare da chi ne ha osservato l’efficacia in prima persona, sono tutt’altro che trascurabili. Ma questa volta Peter Swire, il ricercatore che ha promosso l’idea, è intenzionato a riavviarla e con delle scadenze.

“Negli ultimi due giorni il gruppo è riuscito a stabilire un piano per il suo viaggio all’interno del W3C: abbiamo una roadmap, con una Ultima Chiamata per lo standard Do Not Track”, ha scritto Swire sul blog dedicato.

Motivo principale dello stallo dello standard è stato il disaccordo sulla sua impostazione di default: inizialmente era previsto che fosse attivo solo su specifica disposizione dell’utente. Poi, Microsoft ha deciso di implementarlo in Internet Explorer e di attivarlo per default, facendo in modo che per usufruire del blocco fosse sufficiente accettare le impostazioni predefinite. A quel punto, gli inserzionisti hanno dichiarato guerra: nel caso in cui l’impostazione predefinita fosse stata “attivo”, avrebbero semplicemente ignorato la segnalazione di non tracciare.

“Ora che abbiamo identificato come gruppo tutte le parti interessate nello sviluppo di uno standard per il DNT, il nostro lavoro deve orientarsi alla soluzione punto per punto di tutti i problemi che ci hanno condotto fino alle attuali specifiche”, ha scritto Swire. “Definiremo ogni lavoro, assegneremo a ogni membro del gruppo la responsabilità di redigere una bozza di testo di competenza e risolutamente marceremo verso ciascun problema ogni settimana d’ora in poi”.

Secondo Swire qualcosa di concreto dovrebbe arrivare nell’arco di mesi. “Lavorarando realmente sul testo di ciascun problema, ci spingeremo fino a una Ultima Chiamata, entro l’estate, momento in cui anche il grande pubblico sarà chiamato a esprimersi”.

Si può facilmente immaginare, vista la libertà di lobbying che esiste in USA e gli interessi degli inserzionisti, cosa sta succedendo ora nei rispettivi uffici.

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Nucleo redazionale del sito a cui lavorano i responsabili, ossia Marco V. Principato e Dario Bonacina, su articoli scritti da altri collaboratori o da essi stessi. Vedere le rispettive bio.



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