Norvegia: il File Sharing? Dev’essere legale, parola di Ministro

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 24/02/2009
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Roma – Certo, può sembrare strano che un Ministro si pronunci così apertamente a favore del File Sharing, specialmente in questo momento di cielo non proprio sereno sopra The Pirate Bay, ma è proprio così: Bård Vegar Solhjell, Ministro norvegese per l’Educazione e la Ricerca, ha fatto polpette dell’ultimatum imposto al nordico paese da IFPI e ha dichiarato che a suo avviso il File Sharing dovrebbe essere legale, altro che.

L’ultimatum che la International Federation of Phonographic Industry ha lanciato alla Norvegia è quello di bloccare l’accesso a The Pirate Bay entro 14 giorni dalla comunicazione, altrimenti trascineranno la nazione in tribunale.

Inutile dire cosa ne pensa Peter Sunde, tra i Deus Ex Machina calati sulla Baia: “quei pazzi di IFPI debbono essere bloccati”, ha fatto sapere a Torrent Freak. Ma ancor più sorprendente è il parere esplicito del Ministro, riportato nel suo blog. Secondo Solhjell, il File Sharing è un’invenzione geniale, un modo per scoprire musica ed accedervi: “Sia io che voi possiamo accedere a tutta la musica del mondo che vogliamo. Fantastico!”, scrive.

 Bård Vegar Solhjell, Ministro norvegese per l'Educazione e la Ricerca

Bård Vegar Solhjell, Ministro norvegese per l'Educazione e la Ricerca

L’industria musicale teme le nuove tecnologie, dice il Ministro, ritenendo che se la radio fosse stata inventata oggi, le major avrebbero tentato di chiudere le emittenti. Ma “esattamente come radio e compact cassette non hanno ucciso la musica, è pretestuoso dire che il File Sharing lo faccia”, ha detto l’alto funzionario al quotidiano VG Nett.

Secondo l’intraprendente Ministro ci sono esempi eloquenti di soluzioni che mettono d’accordo artisti e consumatori: una di queste è Spotify (naturalmente, non funzionante in Italia ed in diversi altri paesi), che con poco meno di 10 dollari al mese offre la possibilità di ascoltare musica online, parzialmente recapitata tramite tecniche Peer to Peer.

Saranno capaci, i nordici cittadini norvegesi, ad installarsi la propria copia di BIND, regolarmente funzionante? Se sì, IFPI ha ben poche speranze: il Ministro fa loro guerra e quand’anche passassero, dovranno anche accertarsi che il blocco non avvenga smaneggiando i DNS.

Marco Valerio Principato

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