AdSense espande gli annunci e va anche al «parcheggio»

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 06/03/2009
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Roma – Nuove tecnologie, nuove aree dove ricavare nuovi margini: questo l’intendimento che anima le ultime novità di Google AdSense, il sistema di pubblicità contestuale del gigante di Mountain View. Che dopo aver permesso di personalizzare i font, ora – a cominciare dagli States ma, si sa, l’appetito vien mangiando – inizia a pubblicare annunci contestuali ad espansione.

Non solo: con i tanti (troppi?) domini «parcheggiati» che affollano intasano inutilmente la Rete i router, Google ha individuato un’altra area dove, a parere dello staff, si può abbondantemente lucrare. E per questa specifica funzione non ha atteso affatto, perché è già disponibile anche in Italia: gli annunci AdSense specifici per i domini parcheggiati.

Uno dei nuovi "Expandable Ad", intercettato da VentureBeat (click per ingrandire)

Uno dei nuovi "Expandable Ad", intercettato da VentureBeat (click per ingrandire)

Come «a espansione»?, dirà chi non realizza. Chi naviga spesso ne ha già visti molti, magari da altri advertiser, ma non è certo la prima volta che se ne vedono. Si tratta di un annuncio come gli altri, in genere grafico, che incorpora una maggiore interattività. Quando il lettore clicca sull’annuncio, non viene trasferito subito sul sito dell’inserzionista: invece, il cartello si apre, diventa più grande e si sovrappone parzialmente al contenuto della pagina in lettura.

Naturalmente – s’affrettano a spiegare da Google – il publisher guadagna non quando l’annuncio viene semplicemente cliccato ma quando, ad annuncio «espanso», il lettore clicca sul punto previsto dalla creatività per atterrare sulla landing page predisposta presso il sito che sta pubblicizzando.

Non si tratta assolutamente di annunci che si sovrappongono spontaneamente coprendo il contenuto, ma di annunci interattivi, che per espandersi richiedono l’attivazione del meccanismo tramite un gesto del lettore, come il rollover e il successivo click, come fa notare VentureBeat. Il cui blogger ricorda di aver visto, invece, su altri siti annunci molto più invasivi, che altro non hanno ottenuto se non un… pronunciato odio per i medesimi.

E poi, perché non sfruttare anche i parked domains, tutti quei nomi a dominio «parcheggiati» con una pagina di cortesia (o almeno così dovrebbe essere, tranne in casi di innegabile TypoSquatting)? Per tali pagine Google ha previsto una specifica tipologia d’annuncio, separata dalle altre, che consente al… parcheggiatore (e a Google ed advertiser, naturalmente) di guadagnare anche in questo caso. Rivoluzionando una policy sulla quale, fino a non molto tempo fa, era di tutt’altro parere.

Dunque, una bella pigiata d’acceleratore da parte dei Labs di Mountain View, che intendono evidentemente ricavare il più possibile profitti dall’attività della pubblicità, una risorsa indispensabile anche per chi non intende lucrare bensì solo mantenere in vita il proprio sito senza sobbarcarsi troppe spese.

Marco Valerio Principato

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