Facebook Atlas: senza cookie, traccia alla grande

Una scena dal film Minority Report
Una scena dal film Minority Report
La Redazione
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Pubblicato il: 23/10/2014
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La piattaforma pubblicitaria di Facebook non solo non usa (più) cookie, ma si dichiara anche in grado di riconoscere l’utente passando da un device a un altro.

Facebook ha cambiato nome al proprio programma di advertising: lo ha ribattezzato Facebook Marketing Partners (prima si chiamava PMD, Preferred Marketing Developer program). Ma non basta: dopo aver profondamente ristrutturato Atlas, il proprio sistema pubblicitario, adesso sembra sia in grado di tracciare tutto e tutti, ma senza fare ricorso ai cookie.

«Un altro passo più vicino a Minority Report», lo definisce Inside Facebook. Il nuovo Atlas è in grado, secondo le fonti del sito, di ottenere ogni informazione necessaria per la profilazione del targeting pubblicitario. Ma riesce a farlo senza impiegare alcun cookie, il che significa eludere elegantemente le restrizioni imposte da coloro che sanno come gestire i cookie e non ne lasciano traccia alcuna nel proprio browser.

Ciò significa che ogni profilo, una volta associato a un identificativo univoco di cui solo Facebook dispone, viene riconosciuto sempre e comunque, essendo Atlas «device-agnostic», lo definisce Inside Facebook. Ossia in grado di proseguire il tracciamento dello stesso utente anche passando da un device all’altro.

L’obiettivo è sempre il medesimo: “servire” la pubblicità giusta, alla persona giusta, al momento giusto. Una capacità in grado di minacciare seriamente la privacy degli utenti che, però, per gli inserzionisti è oro puro (e anche per Mark Zuckerberg).

Marco Valerio Principato


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