No, forse Firefox non si pagherà

La pagina «nuovo tab» di Firefox con le pubblicità.
La pagina «nuovo tab» di Firefox con le pubblicità.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 15/11/2014
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Se non è più Google a pagare (o quasi), da qualche parte i soldi debbono pur uscire perché Mozilla sopravviva. Allora: o si paga Firefox, oppure… pubblicità.

Sulle pagine di questo blornale qualche giorno fa c’è stato un po’ di “carteggio” riguardante Firefox. Inizialmente avevo espresso la mia opinione a proposito delle dichiarazioni di Johnathan Nightingale, da cui abbiamo appreso delle attenzioni di Mozilla per la privacy. La cosa più importante era la messa in discussione di almeno parte del rapporto con Google, viste le intenzioni, con una prospettiva non certo rosea per gli introiti di Mozilla.

Poi abbiamo appreso di un passo concreto, sempre in direzione della tutela della privacy, consistente nell’adozione di nuovi meccanismi di tutela, battezzati Tracking Protection, e ben vengano, per carità.

Adesso però c’è un’altra novità, che in parte scongiura il rischio da me paventato che Firefox potesse trasformarsi in un’applicazione a pagamento: nelle ultime build, racconta PC-World, la sorpresina la troveremo nella pagina “New Tab”, ossia quella che si presenta quando digitiamo CTRL-T o apriamo un nuovo tab vuoto con il mouse. Già, perché in quella pagina ci sarà la pubblicità.

«Sono non invasive, chiaramente etichettate e raccolgono informazioni solo in “forma aggregata, significando con ciò che nessun dato personale risulterà identificabile”», si sgola a chiarire il sito della rivista. Tutto sommato – continua l’articolo ma riassumo – è meglio questo che Google, il quale ha il chiarissimo scopo del lucro. E sul principio potremmo anche esserci, pur ricordando che bastano un po’ di Big Data per restituire ai dati “resi anonimi” tutto ciò che di personale c’è da restituirgli per dargli maggior valore.

Scelta della modalità del «Nuovo Tab»

Scelta della modalità del «Nuovo Tab»

La buona notizia (per noi, un po’ meno per Mozilla, secondo me) è un’altra: è possibile impostare il “tipo” di “Nuovo Tab” in tre modi diversi, cioè “Enhanced”, “Classic” e “Blank”. La “Enhanced” (avanzata) è attiva come impostazione predefinita e in questa modalità compaiono le pubblicità. La “Classic” (classica) è quella a cui siamo abituati: niente pubblicità, ma solo le icone dei siti visitati. Infine, la “Blank” (vuota) è, appunto, vuota.

Dunque, Mozilla non ci obbliga – almeno per ora – a sorbirci la pubblicità: diciamo che fa affidamento sul fatto che molti neppure ci faranno caso.

Per quanto mi riguarda, non ammettendo il loro principio di rilasciare un aggiornamento di versione frequentissimo come in effetti fanno, ho deciso di “inchiodarmi” a una versione specifica, la 25: mi funziona bene, dunque alt agli aggiornamenti, sono protetto da altro (voi però non fatelo, se non siete bravini lasciate che si aggiorni, è meno pericoloso).

Tuttavia intendo provarla e ciò sarà fatto in un’apposita macchina virtuale, così da non alterare le configurazioni di lavoro. Ma il primo sfizio che vorrò togliermi sarà quello di installare immediatamente Ghostery: da quello sapremo qual è l’effettivo grado di tracciamento che queste nuove pubblicità mettono in atto.

Essendo cosa interessante per meno persone, magari ne parlerò sul mio blog personale, piuttosto che qui. Su questo sito posso “avvisare” con una Flash, poi chi è interessato andrà a leggere.

In ogni caso… da qualche parte i soldi debbono uscire: i cinque anni pronosticati da Barry Diller sono passati e, ahimé, aveva ragione.

Restate sintonizzati.


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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