Internet Explorer: messo all’angolo da Edge

Nadella alla Build Conference.
Nadella alla Build Conference.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 30/04/2015
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Microsoft continua a lavorare sodo su Windows 10 e allieta il gruppo dei partecipanti al Windows Insider con alcune novità, tra cui il nome definitivo del browser.

Roma – Basta con “Internet Explorer”, ma anche con “Project Spartan”: ora si chiamerà Edge. Lo ha detto Gabe Aul nella sua letterina inviata agli iscritti al Windows Insider Program (tra cui chi scrive), in cui annuncia le novità di Windows 10, ma anche l’AD di Microsoft Satya Nadella, nel corso della Build Conference 2015 sintetizzata su YouTube da The Verge.

Windows 10 «rappresenta una nuova era nel personal computer che porta all’olografia. Un’era in cui quello che conta è la portabilità dell’esperienza è non quella del dispositivo», ha spiegato il Ceo Satya Nadella in apertura.

Dunque, non solo il “nuovo” Internet Explorer perde il nome convenzionale di Spartan e acquisisce la sua personalità definitiva, ma Microsoft punta anche su altro: pensa di rilevare, nell’arco di due o tre anni, oltre un miliardo di device gestiti da Windows 10.

Quanto a Office, ormai disponibile online (sia pure in versione tracciante con cookie e sbirciamenti pubblicitari annessi), Microsoft dice di averne rilevato un miliardo e mezzo di utenti, tutto compreso (online e offline).

Ma il nuovo Windows non sarà solo Office e Edge, pur essendo quest’ultimo il più importante “motore” dell’intero sistema1: guarderà anche a tecnologie di punta come l’olografia, a strumenti di sviluppo per la conversione di App Android e iOS verso Windows 10, e guarderà ad Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, su cui la casa di Redmond ha lanciato Azure SQL Data Warehouse e Azure Data Lake.

Nuove App – racconta Gabe Aul via email – come quelle di Music e Video Preview, sono comprese nell’ultima build. Naturalmente tutto è ancora in fase di preview, dunque non disponibile per il grande pubblico.

La data di sbarco sugli scaffali – virtuali o reali che siano – non è ancora nota: potrebbe ragionevolmente trattarsi di questa estate e in ogni caso per Microsoft c’è da recuperare molto terreno perduto.

  1. Oggi le tecnologie sono orientate a far svolgere la maggior parte possibile del lavoro online. Se, da un lato, questo può portare vantaggi in termini di accessibilità universale, dall’altro deve comunque far porre agli utilizzatori più di qualche domanda in termini di “sovranità” sulle informazioni e sui dati.  [Torna al testo]

Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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