Lavaboom.eu diventa Lavaboom.com: indolore, o quasi

Il sito di Lavaboom
Il sito di Lavaboom
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Pubblicato il: 06/05/2015
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Il provider di email tedesco Lavaboom ha «cambiato registro»: dismesso il provvisorio dominio .eu per lo stabile .com. Basta con la fase ad inviti? Possibile.

Roma – Niente più Lavaboom.eu: d’ora in poi i servigi del provider tedesco di servizio di posta elettronica “sicura” sono reperibili sul nuovo e definitivo Lavaboom.com.

Lo ha comunicato l’operatore con un post sul proprio blog, in cui spiega che dal 29 aprile «lavaboom.eu non sarà più tenuto in esercizio e l’archivio intero è stato migrato su www.mail.lavaboom.com».

Questo comporta, naturalmente, di dover rinunciare a spedire o ricevere email con il vecchio dominio e anche per l’accesso all’interfaccia occorrerà il nuovo. Avverte, altresì, che la procedura di migrazione dei messaggi sta dando qualche problema, dunque è possibile che la propria cassetta postale risulti vuota, come pure la rubrica: a problemi risolti e migrazione completata avvertirà l’utenza.

Per chi ancora non lo conoscesse e per chi stesse pensando dove si sia letto di un nome simile, Lavaboom è un nuovo – nato poco più di un anno fa – provider di email con qualcosa che la comunità di internauti più legata alla propria privacy desidera da molto tempo: cifratura facile, per tutti.

Lavaboom non è del tutto unico nel suo genere. Girando qua e là per la rete si possono trovare (pochi) servizi simili, uno su tutti ProtonMail (più semplice da usare, di cui parleremo in altra occasione), progettato dai laboratori del CERN e in certo qual modo “consigliabile”, dal momento che il sistema ad invito parrebbe essere molto più rapido di quello di Lavaboom.

Tornando a quest’ultimo, il nome fa riferimento morfematico a “Lavabit”1, l’analogo servizio di Ladar Levison, che chiuse i battenti2 opponendosi alle richieste delle società governative americane, le quali chiesero dati sulla corrispondenza degli utenti, tra cui Edward Snowden.

Lavaboom non si pone né come un successore né come un sostituto di Lavabit; la tecnologia e la potenza di calcolo odierne hanno permesso di sviluppare interfacce intuitive alla portata di tutti, senza tralasciare il punto focale delle comunicazioni sicure: la cifratura. Come detto, è nato in Germania circa un anno fa dalla mente di Felix Müller-Irion e da un piccolo team di sviluppatori davvero in gamba.

Dopo aver pazientato per il proprio invito si può accedere ad un’interfaccia web del tutto simile a quelle più comuni di Outlook, Gmail, Yahoo! Mail etc., con cartelle per posta in entrata, uscita, bozze e, la gestione (creazione, modifica etc.) a totale discrezione dell’utente.

La vera “magia” sta ovviamente nell’architettura: l’utente non deve più generare le famose chiavi PGP pubblica e privata, con l’omonimo software. La chiave privata viene generata dal client Web e dovrà essere gelosamente conservata, nella cache del browser, oltre a poter essere esportata.

Ciò garantirà solo all’utente di poter accedere alle proprie email, che non potranno essere recuperate se la chiave venisse smarrita. Tale sistema si basa sulla politica c.d. “Zero-knowledge privacy” (usata anche dal provider di cloud storage SpiderOak), la quale permette l’accesso esclusivamente attraverso una sola chiave, teoricamente in possesso del proprietario.

Inutile dire che i contatti dovranno utilizzare il medesimo servizio per comunicare in maniera sicura, anche se è nell’aria da un po’ di tempo la voglia per i fornitori come Lavaboom, ProtonMail e altri di unirsi in un unico grande network, per abbattere anche questo muro. Comunque le email che provenissero, o fosse necessario inviare, a servizi email comuni come quelli sopracitati transiterebbero in chiaro, magari attraverso un collegamento “sicuro” HTTPS, come fanno ormai tutti.

Il fatto che Lavaboom.eu ora sia, definitivamente, Lavaboom.com fa ben sperare per chiunque sia alla ricerca di un nuovo provider email e/o una soluzione più improntata alla privacy per la propria corrispondenza. Al momento la versione free offre circa 250 MB di spazio di archiviazione, che potrà essere esteso attraverso la sottoscrizione di un abbonamento premium o altri programmi “fedeltà”, ancora in fase di sviluppo. Inoltre non è ancora possibile utilizzare i normali client email come Thunderbird, Kmail, Microsoft Outlook, ed altri: gli sviluppatori affermano di essere ad un buon punto nel risolvere anche questo “disguido”.

Insomma, un servizio sicuramente degno di nota e di cui molti – oltre alle pagine di questo sito – farebbero senz’altro bene a parlare: anche se la nuova versione facesse venir meno il meccanismo degli inviti, per chi ci tiene alla riservatezza dei propri messaggi un servizio del genere è esattamente quel che ci vuole, anche dovendo pagare.

  1. I due nomi condividono il morfema Lava, che trasmette l’idea di “lavato”, “pulito”, in contrapposizione agli altri servizi “sporchi”. Il nuovo nome ha solo perso l’oggetto iniziale (il flusso di bit) dell’operazione di “lavaggio” e l’ha sostituito con un’espressione onomatopeica, “boom”, volta a sottolineare la grande efficacia, “esplosiva”.  [Torna al testo]
  2. Vedasi articolo Lavabit, Silent Circle, Datagate: la questione è preoccupante, a suo tempo scritto dal responsabile di questo sito per la vecchia edizione di NelFuturo.com e ora non più accessibile ma consultabile in copia su questo sito in formato PDF.  [Torna al testo]

Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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