Facebook risponde alle proteste: «rivogliamo la vecchia Home»
Bologna – Sono migliaia le email, le scritte sul «muro», i messaggi, i tweet da cui si evince che, nel cambiare la Home Page, i ragazzi di Facebook hanno sbagliato qualcosa. Arriva così un post di Christopher Cox, Facebook’s Director of Product, a chiarire cosa ha intenzione di fare il socialportalone a seguito di cotante rimostranze.
La gente ha chiesto a gran voce maggior controllo su quanto accade intorno alla propria utenza, specie per quanto riguarda gli aggiornamenti di stato. In particolare, l’aggiornamento live dovrebbe essere più automatico e questo, a quanto si legge, sarà fatto.
C’è poi desiderio di poter taggare le foto, e anche questo accadrà. Inoltre, sarebbe bene poter raggruppare le applicazioni così da non averne eccessiva quantità da scorrere e tali controlli saranno introdotti.
Quanto ai filtri, sarà data la possibilità di controllare in modo più deciso e granulare cosa filtrare, comprese le scritte sui muri. Anche le evidenziazioni sulla destra diventeranno più frequenti e veloci, così da avere una situazione più aggiornata sott’occhio.
Trovare facilmente ciò che si cerca è un altro obbiettivo: il team provvederà a facilitare lo spostamento delle richieste di amicizia ed altri messaggi in alto, sulla colonna di destra. Per di più, per chi ha molti, molti amici, si potranno creare liste di contatti con filtraggio, così da poterne limitare l’estensione.
Se Facebook fosse stata una «democrazia» in carne ed ossa, osserva ReadWriteWeb, un milione di pareri avrebbe avuto rilevanza prossima allo zero. Invece, nel caso del Web 2.0, i conti si fanno in tutt’altro modo. Tant’è – continua RWW – che Facebook non ha alcun interesse a rendere scontenti i propri utenti e proprio per questo valuta le azioni da intraprendere in modo completamente differente da quel che accade nella vita reale.
E se per molti osservatori i cambiamenti introdotti rappresentano un tentativo di avvicinare, in qualche modo, il microblogging à la Twitter al mondo di Facebook, altri sono convinti che si tratterà di una vera e propria marcia indietro, un ritorno a “com’era”.
Floriana Savoldi Maraini




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