Svanisce improvvisamente ProxyHam. Sarà un caso?

The New Blog Times
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Pubblicato il: 16/07/2015
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Presentato poche settimane fa e pronto per il DEF CON 23 di Las Vegas, l’ennesimo progetto per la navigazione anonima è stato cancellato. Alcuni motivi sono già emersi, altri restano ben nascosti.

Roma – La scorsa settimana, venerdì 10, attraverso l’account Twitter ufficiale di Rhino Security è stata data la notizia della cancellazione della conferenza al DEF CON e della conseguente diffusione di ProxyHam e dei suoi codici sorgente. Le critiche come sempre non sono mancate, ma sono piuttosto interessanti da analizzare i motivi che hanno portato a questa decisione.

ProxyHam è il risultato di lunghi studi dei laboratori Rhino Security, notoriamente dalla parte di attivisti, giornalisti e aziende in cerca di valide opzioni per tutelare il proprio operato e la propria figura in internet.

Non a caso la caccia a strumenti che garantiscano l’anonimato in rete si è accesa sempre di più negli ultimi anni, naturalmente dal dopo Snowden; se da un lato alcuni utenti, sempre troppo pochi, vogliono salvaguardare la propria privacy, altri tentano di perfezionare le proprie tecniche per perseguire attività illecite.

In ogni caso il principio che sta alla base di molti progetti è quello dell’Open Source, cioè la possibilità di fornire codici, descrizioni e guide in via del tutto gratuita, affinché possa fruirne il maggior numero di persone.

Benjamin Caudill, inventore di ProxyHam e CEO di Rhino Sec., si è esposto tempo fa sul social network Reddit per parlare con gli utenti del nuovo progetto, almeno a grandi linee, visto che i dettagli erano attesi a Las Vegas per il DEF CON. Quest’ultima è una delle conferenze più famose e seguite al mondo, dove hacker e tecnici esperti mettono in luce progetti e condividono idee insieme ai loro pari da tutto il globo.

ProxyHam si presentava come uno strumento alquanto grezzo, non vi era sicuramente l’intenzione di ricercare dettagli particolari nel design; composto da una scheda Raspberry Pi 2 appositamente programmata, a sua volta connessa da un lato via cavo ethernet al pc e, dall’altro lato, alla strumentazione con antenna per ricezione e trasmissione di dati, in particolare il componente principale era la Ubiquiti M900 per chi fosse interessato.

Lo scopo di ProxyHam era quello di agganciarsi ad una rete WiFi aperta e liberamente accessibile, distante anche pochissimi chilometri in teoria, in modo da dare la possibilità all’utente di connettersi ad internet e utilizzare software per VPN e TOR. Tutto ciò avrebbe fatto sì che nella peggiore delle ipotesi in cui fosse stato carpito l’indirizzo IP dell’utente (tenendo conto di aver utilizzato un pc “pulito”, ricordando altresì che è quasi impossibile) questo non fosse direttamente riconducibile a nessuno in particolare.

In ogni caso la navigazione sarebbe stata forse comparabile a quella che sfruttiamo nel nostro smartphone in 3G o 4G. Infatti ProxyHam sfruttava frequenze tra 800 e 900 MHz, praticamente sature in qualsiasi città del mondo, per non parlare dei “disturbi” causati dalla vegetazione. Difficile quindi stabilire velocità effettive in download e upload; lo stesso Caudill ha affermato che ProxyHam non sarebbe andato bene per la visione di contenuti in HD, ma sicuramente sarebbe stato perfetto per la navigazione in rete e per la gestione della propria corrispondenza.

Uno strumento utile a molti, soprattutto a chi vive in giro per il mondo, non volendo quindi disporre di un abbonamento ADSL, ma di una connessione ad Internet all’uopo e in maniera gratuita. Purtroppo ora rimosso.

Innanzitutto, dal punto di vista normativo, ProxyHam era in attesa dei permessi da parte della FCC, in particolare riguardo le sezioni: “Part 95 – Personal Radio Services Overview”, relativa alla vendita di dispositivi connessi su frequenze a 900 MHz e potenza assorbita inferiore a 1 Watt; inoltre la “Part 97 – Amateur Radio”, relativa a strumenti per radiotrasmittenti amatoriali che diffondono contenuti cifrati. Permessi che non sarebbero mai arrivati in tempo per la conferenza e che difficilmente ProxyHam avrebbe comunque ottenuto dall’autorità americana.

Inutile argomentare dietrologie sulla sparizione di ProxyHam; ricordiamo invece per gli appassionati che ebbe un discreto successo il progetto UnJailPi; altrimenti il dispositivo Anonabox di cui si parlò su queste pagine. Per i più pratici ormai sono presenti moltissime guide su come costruire e programmare il proprio Onion Pi, un router che indirizza tutto il traffico internet attraverso la rete TOR.

Le possibilità sono quindi molte e altre arriveranno, noi cercheremo di seguire le più interessanti.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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