Baboom: lo streaming musicale, dalla parte degli artisti

The New Blog Times
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Pubblicato il: 23/08/2015
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La piattaforma per lo streaming di brani, Baboom, ideata da Kim Dotcom è stata lanciata ufficialmente. Promette alte rendite per tutti i musicisti, ma restano dei dubbi sulle disponibilità del catalogo.

Roma – Se ne parlava ormai da anni e ora sembra essere tutto pronto. Annunciato su Twitter e su Reddit, ha subito fatto parlare della competizione con i rivali già affermati come Apple Music e Spotify; forse Baboom punta, però, a qualcosa di diverso.

Il profitto è l’obiettivo di qualsiasi società, ma anche la soddisfazione dei clienti è un fattore da non sottovalutare mai. In particolare sembra che Baboom intenda corrispondere il 90% delle sue entrate ai musicisti, che metteranno a disposizione della piattaforma i propri lavori.

Una percentuale che fa gola a tutti, soprattutto a quegli artisti indipendenti che non potendo/volendo fare affidamento sulle grandi major, a causa dei bassi margini di guadagno, non trovano nemmeno spazio nelle piattaforme più rinomate. Si sono sempre cercati canali alternativi dove poter diffondere contenuti con il minimo dei costi e il massimo del rendimento.

Nato nel 2011, dai laboratori MEGA, il cui leader è il noto tycoon Kim Dotcom, Baboom è il prodotto di anni di sviluppo di quello che doveva chiamarsi MEGAMUSIC. L’idea era di gestire una costola di MEGAUPLOAD, il famoso sito di cloud storage, tra i primi nel suo genere, ed istituire una sezione musicale in cui gli utenti avrebbero potuto condividere, ascoltare e scaricare musica.

In quel periodo però MEGAUPLOAD diventò bersaglio di molte e varie entità statunitensi. Quasi tutte le associazioni per i diritti d’autore e di immagine vi intentarono cause, fino a quando l’FBI oscurò definitivamente il sito e tutti i link che vi rimandavano, sequestrando tutti i server presenti sul territorio americano. Il danno fino ad allora fu enorme per case discografiche e cinematografiche, che videro non solo il moltiplicarsi di siti che diffondevano i link verso MEGAUPLOAD, ma anche l’inizio di un’accesa concorrenza nel cloud storage, principalmente utilizzato per diffondere contenuti “piratati”.

Poco dopo la chiusura nacque quello che oggi conosciamo come MEGA, un altro servizio di cloud storage, ma improntato alla sicurezza, che attira ormai una nicchia del mare di internauti. Gli sviluppatori ora sono intenti a portare a termine molti progetti, tra cui ovviamente Baboom. Tuttavia, Kim Dotcom da quasi un anno non fa più parte del servizio musicale, più per una questione di immagine, visto il suo passato abbastanza turbolento.

Disponibile per le più diffuse piattaforme sia fisse che mobili, Baboom intende quindi affermarsi in un settore quasi saturo di provider, ma tentando una scalata dal punto più basso. Il modello di business comunque rimane quello che ben conosciamo: abbonamento free, con playlist limitate a 100 canzoni e pubblicità tra i brani; abbonamento premium, senza limiti e senza pubblicità a circa 10$ al mese.

Un altro punto di forza è la possibilità di salvare la propria libreria musicale, presente nel computer, dentro Baboom per poterla ascoltare con i dispositivi mobili. In aggiunta, per qualsiasi brano non verrà effettuata alcuna compressione, che potrebbe causare perdita di qualità; tutti i contenuti saranno disponibili al massimo della definizione.

Tutti fattori importanti, ma in particolare l’idea di attirare prima artisti indipendenti, per giungere a “pesci più grossi” potrebbe risultare una mossa vincente. L’ultima parola verrà data dagli utenti, che dovranno decidere se effettivamente valga la pena sottoscrivere un altro servizio di streaming musicale, data l’ampia offerta di questo periodo. Staremo a vedere.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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