Volete usare BitTorrent? Non con Windows 10

Windows 10 e BitTorrent: accoppiata NON vincente.
Windows 10 e BitTorrent: accoppiata NON vincente.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 24/08/2015
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Scoprirete presto che BitTorrent, con Windows 10, funziona «male», scarica lentamente, se scarica. Il motivo? È presto detto: c’è chi, nelle reti P2P, l’ha messo al bando.

Roma – Impiegate, a qualsiasi titolo, BitTorrent? Bene, guardatevi dal farlo con Windows 10, perché in linea di massima troverete molte porte chiuse.

Chi impiega BitTorrent – non necessariamente per scaricare software o materiali multimediali illegali – conosce perfettamente l’importanza della presenza e del funzionamento dei tracker. Per chi non sa, in breve e in estrema sintesi: sono server grazie ai quali i PC che impiegano BitTorrent riescono a individuare quali altri PC in Rete dispongano dei file che si intende scaricare.

Uno di questi server è iTS. Che lo ha detto chiaro su Reddit: «Molti di voi avranno sentito o letto circa l’assurda nuova politica privacy di Windows 10 (questa, ndB). Purtroppo Microsoft ha deciso di revocare qualsiasi tipo di politica a protezione dei dati personali e li inoltra non solo a sé stessa (ogni mezz’ora, ndB), ma anche ad altri. E tra questi vi è la più grossa organizzazione antipirateria, chiamata MarkMonitor», dichiara l’organizzazione (qui qualche informazione sull’azienda, ndB).

«Tra l’altro – insiste iTS – Windows 10 invia i contenuti del vostro hard disk direttamente a uno dei loro server (di MarkMonitor, ndB). Ovviamente questo è davvero troppo ed è una seria minaccia a servizi come il nostro, ed è il motivo per cui abbiamo dovuto prendere delle contromisure: da giovedì scorso (dal 20 agosto, ndB) Windows 10 è ufficialmente bannato da iTS», si legge su Reddit.

Chi lo impiega, spiegano, verrà trasferito su un video che chiarisce in dettaglio a quali pericoli di compromissione della privacy si espone, nella speranza di illuminare al riguardo più persone possibile. Può darsi – chiosa l’organizzazione – che a un certo punto escano versioni di Windows 10 più rispettose della privacy, ma fino ad allora quel sistema operativo «non sarà il benvenuto», nell’interesse  dell’organizzazione e dei suoi utenti.

Per questo su queste pagine siamo stati molto severi nel nostro approccio con Windows 10, per questo ci sono state forti contestazioni, che chi scrive ha voluto sviluppare in altra sede per ovvie ragioni.

Resta il principio di fondo, a dispetto di tutti coloro che si sono affannati a sostenere la non gratuità di Windows 10: quando non si paga, il prodotto siamo noi. Vale, ovviamente, anche per Windows 10 così come vale per Facebook, per WhatsApp, eccetera. L’unica arma, come abbiamo sempre sottolineato, è la consapevolezza.

Dunque, senza che i soliti cravattini corrotti si alzino e dichiarino BitTorrent uno “strumento di pirateria” per eccellenza (sarebbe solo retorica sterile), nemmeno chi intende scaricare i più che legittimi CD o DVD di installazione di un sistema operativo come Centos dal Mirror del GARR avrà miglior fortuna: se impiega Windows 10 avrà sempre meno “fonti” a disposizione.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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