Alliance for Open Media e il formato del futuro

Alliance for Open Media: il tassello mancante?
Alliance for Open Media: il tassello mancante?
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Pubblicato il: 04/09/2015
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L’unione dei giganti del web sta sviluppando il formato destinato a soppiantare definitivamente Flash. Le intenzioni sono delle migliori, ma la strada è lunga e non priva di ostacoli e avversari.

Roma – Negli ultimi anni la lotta per i formati e i codec audio/video è passata abbastanza inosservata, ma per gli addetti ai lavori non sono mancate certo delle aspre lotte. La causa è da ricercare nella nascita di vari consorzi, i quali, detenendo un ingente numero di brevetti per un determinato formato, hanno iniziato ad imporre delle royalties per concederne l’utilizzo.

Un esempio su tutti è HEVC Advance, un consorzio nato per tutelare gli interessi di compagnie in possesso di brevetti per il formato video HEVC. Le cifre in ballo non sono contenute, anche per via del fatto che esiste un altro consorzio, MPEG LA, nato prima di HEVC Advance e detentore di altri brevetti su cui gravano ulteriori royalties.

Attualmente HEVC resta lo standard per il mercato video, ma è evidente che varie compagnie non siano felici della situazione venutasi a creare. A dimostrarlo sono progetti come Thor di Cisco o VP di YouTube (Google), nati per ricercare alternative non soggette al pagamento di royalties. Non sorprende, dunque, che sette società coinvolte in questi mercati abbiano deciso di allearsi, fondando la Alliance for Open Media.

Amazon, Cisco, Google, Intel, Microsoft, Mozilla e Netflix sono i primi nomi a formare la AfOM. Molti altri big si aggiungeranno sicuramente e prima succederà e meglio sarà per tutti. Il motivo è che tra le compagnie rappresentate da HEVC Advance vi sono: General Electric, Technicolor, Dolby, Philips e Mitsubishi Electric. Questi sono alcuni dei colossi dell’industria che attraverso i consorzi cercano un appiglio per imporsi in questo nuovo mercato. Basti pensare che se un formato di uno di questi consorzi diventasse lo standard, com’è stato Flash, gli introiti delle società rappresentate sarebbero ipoteticamente astronomici, vista l’incessante distribuzione e fruizione di contenuti audiovisivi online, con tutto ciò che ne conseguirebbe ad un libero mercato.

Il fatto che Google con VP, molto simile a HEVC, offra già video in 4K su YouTube, in assenza di royalties, la dice lunga sulle potenzialità di questo mercato. Perciò il focus di questa Alliance si concentrerà inizialmente sullo sviluppo di un formato video di nuova generazione, capace di offrire le seguenti caratteristiche:

– aperto ed in grado di garantire l’interoperabilità;
– ottimizzato per il Web;
– scalabile su ogni dispositivo moderno e per qualunque tipo di banda disponibile;
– progettato per un basso impatto computazionale ed ottimizzato per l’hardware;
– capace di offrire video in tempo reale, con prestazioni solide e la più elevata qualità possibile;
– flessibile sia per i contenuti commerciali, sia per quelli non commerciali, inclusi quelli generati dagli utenti.

Come spiegato nel sito del gruppo, nelle prime fasi si procederà a creare un nuovo codec privo di royalties, sulla base delle specifiche decise con il contributo di tutti i membri. Successivamente verranno definite le specifiche per il formato video nel complesso, prendendo in considerazione aspetti come lo streaming adattivo.

Ricordiamo poi che Intel, insieme a Nokia, NTT Docomo e SK Telecom, sta già progettando la futura rete 5G in cui il nuovo formato passerà sotto forma di qualsiasi contenuto verso qualsiasi oggetto collegato alla rete, l’Internet delle Cose (IoT).

Naturalmente questo tipo di adozioni sono da intendersi a lungo termine, quindi non aspettiamoci di dover cestinare i nostri dispositivi o temere nel comprarne di nuovi. Il passaggio sarà graduale. Basti pensare che le pagine che ancora sfruttano Flash sono circa il 5% del totale e senza dubbio, a parte qualche disappunto iniziale da parte degli utenti, società a partire da Apple e poi Google, Amazon e così via non hanno avuto difficoltà nell’abbandono di tale tecnologia.

Insomma una notizia che dovrebbe incuriosire i nostri lettori, che non mancheremo di aggiornare se dovessero esserci ulteriori sviluppi.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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