Firefox: talmente aggiornato che tra poco… chiude

Chiaro il concetto?
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Pubblicato il: 03/11/2017
Commenti 2 commenti | Permalink

Con questa «mania» di aggiornare in continuazione rivoluzionando radicalmente l’architettura, Mozilla sta uccidendo Firefox. Se continua così, ci riuscirà presto.

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Diffusione mondiale di Firefox a ottobre 2017.
Diffusione mondiale di Firefox a ottobre 2017.
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Lo sviluppatore di FEBE che si «sfila» dal gioco...
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Sulle macchine Linux di chi scrive, questa è la situazione: versione bloccata.
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Roma – Se Mozilla continuerà a sfornare aggiornamenti “rivoluzionari” al suo browser Firefox, talmente rivoluzionari che le estensioni dovranno essere riscritte tutte, i suoi già davvero poco confortanti numeri potrebbero scendere ancora. E andare sotto al cinque per cento potrebbe anche significare “chiudere”, per dedicarsi alla coltivazione di papaya, mango e altri frutti esotici, rende di più.

A ottobre di quest’anno – quest’anno, 2017 – secondo le statistiche di StatCounter Firefox si trova a un misero 6,08 per cento di market share mondiale (screenshot). In parole povere: il 6,08 per cento degli internauti di tutto il mondo lo usa. Un po’ pochino.

Eppure è un browser moderno, sicuro, personalizzabile, configurabile, oltre tutto Open Source e gratuito. Ha tutto per essere il n. 1, ma non lo è. Perché? Possibile che Chris Beard, CEO di Mozilla Corporation, non se lo domandi?

Chris, te lo spiego io. Perché devi piantarla di rivoluzionare continuamente la sua architettura (quasi) senza preavviso. Perché improvvisamente hai fatto scomparire la status line, quella riga in basso dove eravamo tutti abituati a vedere i messaggi di sistema e le URL. Talmente abituati che c’è chi ci ha fatto un’estensione dedicata, chiamata Status 4ever, che non fa altro se non rimetterla in funzione e, con l’occasione, renderla ancora più funzionale e personalizzabile. Perché tra pochi giorni, quando farai uscire la versione 57 (ora siamo alla 56), la maggior parte delle estensioni ritenute legacy (ossia “vecchio stile”) non funzioneranno più. Perché già dalla 50 in poi estensioni utilissime come FEBE (Firefox Environment Backup Extension, ossia Estensione di Backup dell’Ambiente Firefox) hanno iniziato a piantarsi e a lasciare inchiodato il browser, dando errori e non facendo più il loro dovere. Al punto che lo sviluppatore, sul sito degli Add On, ha scritto (vedi anche screenshot):

FEBE è considerata un’estensione “legacy” e non funzionerà con Firefox 57 e successive. FEBE non può essere scritta con la piattaforma WebExtension che Mozilla ha adottato per tutte le estensioni. FEBE sarà manutenuta, ma solo per i cloni di Firefox (come Pale Moon).

Perché anche lui si è stancato di star dietro alle tue, alle vostre fisime. Che daranno senz’altro un prodotto più moderno, ma ribaltano sull’utente (e sugli sviluppatori di estensioni) il costo dell’adeguamento. Sviluppatori che, il più delle volte, lavorano gratis, e anche bene.

Invece di smuovere ogni volta un putiferio, dovreste solo affinare quel che avete già fatto, come fanno tutti gli altri. Limare, rifinire, migliorare, ripulire, verificare, sistemare, ma non rivoluzionare tutto. Non si può, per una singola crepetta magari dovuta a semplice assestamento, sdraiare un palazzo e ricostruirlo: ci si accerta che la causa sia solo l’assestamento (e il più delle volte è così), quindi si stucca e si rivernicia.

Quel che più mi indispone è che lo sapete anche voi benissimo, tanto è vero che le vecchie versioni le mantenete tutte online, almeno finora, in apposito server dedicato. Perché sapete benissimo che non tutti, anzi, pochi hanno il tempo, la voglia e le intenzioni di star dietro alle vostre vision futuristiche che ogni volta sono peggio del terremoto di Amatrice del 2016.

Per questo, almeno io personalmente, da questo momento ho “inchiodato” l’aggiornamento alla versione 49 (vedi screenshot) e le sole a potersi aggiornare saranno le estensioni, ma il browser no. Non è possibile, se vi si lascia fare ci si ritrova all’improvviso con un’installazione priva di tutte le funzionalità pazientemente costruite con le estensioni, a voi non interessa nulla e tanti saluti a casa.

Oggi siete a un soffio sopra al sei per cento mondiale. Guardate che a scendere ci vuol poco. Google, che non si fa scrupoli (e forte dell’imperante analfabetismo digitale), s’è fatto largo a gomitate e come vedete vi ha doppiato quasi otto volte. Gli altri sono comunque a cifre modeste, ma se continuate così vi ritroverete presto a guardare in faccia l’asse delle ascisse.

Datevi una regolata.

Marco Valerio Principato

(Articolo in formato PDF)

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Marco Valerio Principato (2099 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.

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Commenti locali
  1. Silvio Ricchiuti ha detto:

    Effettivamente hanno un po’ rotto i maroni. A meno che non sia una manovra trasversale di Google per toglierseli dai piedi!

    • Be’, Silvio, è un’ipotesi un po’ azzardata, ma tutto è possibile, nell’epoca di questo “neocapitalismo globalizzato apolide”, come lo chiama il filosofo Diego Fusaro. Chi usa Firefox è parte di uno zoccolo duro difficilmente convertibile e scalzabile (vedi me…) e, quindi, per strutture come quella di Google, è gente molto fastidiosa. Ricordo quando mi “inchiodai” per lungo tempo sulla 3.6 di Firefox… alla fine dovetti, dopo un paio d’anni, cedere per incompatibilità del browser con il nuovo HTML. Ma di qui a sfornare una versione radicalmente stravolta ogni 3-6 mesi ce ne passa.
      Saluti e grazie per l’intervento.
      MVP




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