Google, si apre l’era del social search engine

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 23/04/2009
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Milano – Ha preso concretamente il via la fase social di Google che, dopo aver lanciato una serie di utility e applicazioni per la produttività individuale e lo svago (tra cui Maps, la suite Docs, Reader, Calendar, News), rilancia ora il servizio Google profiles – evoluzione delle personal pages con nuove funzionalità da social network – e attiva una nuova opzione su Gmail per suggerire i possibili destinatari di una mail “collettiva”.

I Profiles esistevano già, ma erano paragonabili ad un biglietto da visita (o poco più): il titolare di un account poteva inserire i propri dati (nome, cognome, interessi e una sintetica biografia) e pubblicarli per farsi trovare da altri utenti come i titolari di uno spazio su Blogger. La versione oggi accessibile agli utenti d’oltreoceano inserisce questi dati fra i risultati delle ricerche nominative effettuate su Google: cercando ad esempio il nome di Pinco Pallino, si otterranno – oltre alle pagine web che lo citano – i profili pubblici di utenti che fanno riferimento a quello stesso nome.

I profili degli utenti Google compaiono nei risultati di una ricerca nominativa

I profili degli utenti Google compaiono nei risultati di una ricerca nominativa

“Non è un segreto che talvolta si cerchi il proprio nome o quello di qualcun altro su Internetspiega blog dell’azienda – Quando si cerca il proprio nome per vedere cosa altri utenti potrebbero trovare, i risultati potrebbero essere diversi da quelli che si vorrebbero mostrare”. Con la promessa di dare all’utente un maggiore controllo sulle proprie informazioni personali, a Mountain View hanno quindi pensato – per ora solo per l’utenza USA – di inserire anche i profili personali tra i risultati che corrispondono a specifiche ricerche nominative. “Abbiamo inoltre aggiunto alcuni link per rendere più facile la ricerca dello stesso nominativo su MySpace, Facebook, Classmates e LinkedIn”, precisa Stoler.

Da alcuni giorni è possibile personalizzare l’indirizzo web del proprio profilo, che da un indirizzo apparentemente anonimo formato da una stringa alfanumerica è passato ad un URL più parlante e memorizzabile del tipo www.google.com/profiles/pincopallino. Al profilo possono essere associate anche mappe, foto e link ed è possibile impostare criteri di condivisione dei dati inseriti per mostrarli solamente ad utenti selezionati. Una dinamica molto simile a quella con cui siti come Facebook consentono agli amici di visualizzare quanto pubblicato o messo in bacheca.

Le nuove impostazioni sui profili

Le nuove impostazioni sui profili

Un guanto di sfida gettato verso il popolare social network? Probabilmente sì, ma con la finalità primaria di calamitare nuovi utenti verso i propri servizi web: un utente che inserisce i propri dati su Profiles – ha sottolineato Greg Sterling, analista della Sterling Market Intelligence – sarà più facilmente indotto ad utilizzare le applicazioni online offerte da Google, effettuare acquisti con Google Checkout, condividere foto negli album su Picasa e a costruire blog con Blogger. Tutti strumenti che veicolano l’internauta verso gli annunci di AdSense, che alla luce di quanto sopra descritto si prefigurano sempre più profilati.

Le novità su Google non finiscono qui: sempre nel corso di questa settimana è stata lanciata una nuova funzionalità di Gmail, che mostra quanto siano in fermento i Labs di Mountain View, e che viene proposta come un ausilio nella composizione dei messaggi.

A coloro che, alla domanda sui nomi dei sette nani della favola di Biancaneve, ne dimenticano sempre uno, sarà accaduto più di una volta di aver scritto una mail destinata a più persone, accorgendosi di aver scordato di inserire un indirizzo. Ma per i suoi utenti, Gmail ha pensato una feature con cui promette di eliminare il problema: il suggeritore di destinatari.

Certo, una dimenticanza di questo tipo può sempre essere risolta con una nuova mail inviata all’indirizzo precedentemente omesso, il cui titolare potrebbe avere interesse a sapere che la stessa mail è stata recapitata ad altre persone. In alternativa si può rispedire il messaggio a tutti i destinatari incluso quello dimenticato, ricevendo poi dagli altri la retorica segnalazione “ho ricevuto due volte lo stesso messaggio”. Gmail offre già una soluzione parziale a questo problema e, più in generale, al fatto che un utente potrebbe voler annullare un messaggio appena spedito: l’opzione undo (annulla invio) che, entro cinque secondi dall’effettivo invio di un messaggio e-mail, consente all’utente di ritornare sui propri passi e bloccare il messaggio.

L'opzione <i>Annulla invio</i>, attivabile dalle impostazioni di Gmail

L'opzione Annulla invio, attivabile dalle impostazioni di Gmail

Cinque secondi, però, possono essere un tempo sufficiente solamente se chi invia l’e-mail si accorge subito di aver agito avventatamente, ma sono troppo pochi per chi ha riflessi più lenti (o si accorge solo in seguito di aver commesso un errore o una dimenticanza). D’altro canto Google non poteva introdurre questa opzione creando ritardi eccessivi. In ogni caso, a Mountain View hanno pensato ad una soluzione per prevenire, anziché curare, errori negli indirizzi dei destinatari. E anch’essa, come l’annullo dell’invio qui descritto, è attivabile accedendo alle Impostazioni di Gmail e selezionando la sezione Labs.

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I destinatari suggeriti da Gmail

Questa novità consiste appunto nell’opzione Suggest more recipients, ossia in un suggeritore di destinatari, che si fonda sul presupposto che un utente utilizzi un insieme ricorrente di indirizzi e-mail: scrivendo un messaggio destinato ad alcuni di questi destinatari, si riceverà da Google il suggerimento degli indirizzi da inserire, basato sull’elenco degli indirizzi ricorrenti.

La scelta dei destinatari avviene indipendentemente dal fatto che questi facciano parte di un gruppo preimpostato e si basa sugli indirizzi inseriti in messaggi inviati precedentemente. Ovviamente questa opzione, che funziona se nel messaggio vengono indicati almeno due destinatari, risulta efficace se nelle abitudini dell’utente si consolida l’invio a uno o più insiemi ricorrenti di indirizzi.

Il web-piatto offerto è sempre più ricco e solo con il tempo sarà possibile capire quanto le nuove funzionalità saranno servite a Google a mantenere fedeli a se’ i propri utenti.

Dario Bonacina

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