BitTorrent, devi autolimitarti. Questo è un ordine

Flusso banda BitTorrent con l'attuale MicroTorrent
Roma – Come evitare che il mondo degli Internet Service Provider si scagli contro il P2P? Questa la domanda che si sono posti gli sviluppatori del protocollo BitTorrent. E hanno anche trovato la risposta: basta fare in modo che BitTorrent, il throttling se lo faccia da solo.
I lettori appassionati di file sharing sanno perfettamente in quante vicende è coinvolto l’uso del P2P: dal Presidente francese Sarkozy che distribuisce schiaffi a tre per volta alla Gran Bretagna che si accorge quanto il bloccare non sia la cosa migliore. Per non parlare del numero di volte in cui l’argomento P2P abbia sgomitato su diverse scrivanie, facendosi spazio nel tema della neutralità della rete. Eppure la soluzione c’è e sarà implementata in μTorrent 2.0, attualmente in Beta.
In pratica, con il protocollo appena concepito, il dialogo diverrà network-aware, cioè a conoscenza di quanto sta accadendo in Rete durante lo scambio di pacchetti. Se viene rilevata congestione (tipicamente in upload, vista la minor banda della maggior parte delle connessioni domestiche), il protocollo si auto-limita, riducendo la velocità fino a fermarsi del tutto se la congestione non diminuisce.
Questo, secondo Simon Morris, VP della divisione Product Management di BitTorrent, avrà un impatto enorme sulle reti dei provider: “Se il protocollo uTP avrà successo, significherà miliardi di dollari di spese in meno per gli ISP”, ha detto Morris a TorrentFreak. Dunque sparirebbe del tutto la stessa necessità di applicare qualsivoglia filtraggio, semplicemente perché diventerebbe inutile.
E ciò non significa affatto scaricare meno velocemente: come risultato complessivo, la modifica al protocollo intende ridurre la congestione, comportandosi un pò come il BITS di Microsoft (il Background Intelligent Transfer Service), che riceve gli aggiornamenti senza interferire con la normale navigazione. Con il risultato di avere l’attività di download che, in linea di massima, può rallentare ma mai fermarsi.
Oltre agli indubbi vantaggi in Rete sul piano infrastrutturale, è opportuno sottolineare agli sviluppatori, in modo particolare quelli Open Source, che l’adozione di una simile novità va guardata con occhio estremamente favorevole e assolutamente non osteggiata, per una ragione semplicissima: facendo venir meno la necessità del throttling, non ci saranno più “scuse” per addossare al P2P la responsabilità della pirateria, che è invece esclusivamente di chi condivide e di chi scarica materiale coperto da copyright.
Chi lo fa – e le major lo sanno benissimo – lo continuerà a fare e non saranno né la legge dei tre schiaffi, né il throttling né le minacce legali a fermare il fenomeno: piuttosto, ci sarà esclusivamente un inasprimento del ricorso a cifratura, sulla quale – se ben fatta – non c’è né throttling né legge che tenga.
Che sia la volta buona per accorgersi che limitare la pirateria è fattibile solo rendendone superfluo il farvi ricorso?
Marco Valerio Principato














