La ricerca si fa RealTime. E non solo
Roma – In questo periodo Google ha davvero superato sé stesso e fa parlare di sé come non mai. Tra le tante novità, ce ne sono almeno altre due che stanno lasciando il mondo senza fiato: i risultati di ricerca in tempo reale e l’integrazione profonda con gli smartphone, dai quali ottenere risultati basati sulla ricerca vocale, geografica e visiva.
In soldoni, grazie all’integrazione con portali come Twitter, Facebook, MySpace, FriendFeed e Jaiku, oggi BigG offre la possibilità di visualizzare immediatamente, sul punto, tutto ciò che viene twittato, inviato come aggiornamento sui social network e, naturalmente, postato sui blog. Per assistere alla nuova meraviglia dall’Italia, al momento, occorre collegarsi con Google USA: per farlo, bisogna visualizzare la pagina di Google Italia, muovere il mouse per visualizzare le scritte, quindi cliccare su Google.com in English, in basso a destra (Fig. 1).
Una volta su Google.com ci si può divertire, magari con soggetti più tipicamente statunitensi, in quanto è molto più elevata la possibilità di essere condotti su pagine di risultati dove gli aggiornamenti in tempo reale abbondano. Cercando Obama, per esempio, i risultati sembrano quelli abituali ma, se si attende qualche secondo, iniziano ad aprirsi spazi traslucidi scorrevoli e scrollabili (Fig. 2) in cui le nuove notizie, i nuovi tweet e i nuovi post compaiono in tempo reale. Si può anche aprire il riquadro “Show options” e cliccare su “Latest” (Fig. 3): a quel punto l’introduzione della nuova tecnologia è ancora più evidente. In ogni caso, cliccando su “Stop updating” (o “Pause” nel caso precedente) è possibile fermare il flusso di aggiornamento, utile per esempio se un titolo colpisce l’attenzione e non lo si vuole far scrollare via. Rende ancor meglio l’idea, ovviamente, il filmato qui di lato, prodotto da Google stesso.
Ma le novità non sono finite, i ragazzi di Mountain View stavolta si sono dati da fare moltissimo anche sul versante mobile. Tre i pilastri, come detto all’inizio, su cui si sono mossi: la ricerca vocale, quella geografica e quella visiva. La prima è all’onore delle cronache per l’entrata in funzione di nuove lingue: ora all’inglese si affiancano il giapponese e il mandarino. “Ma abbiamo appena iniziato”, chiosa Google, lasciando le speranze aperte per altre lingue.
La seconda, quella geografica, è una ricerca dove – dicono da Google – “la tua posizione è la tua ricerca”. Grazie alla presenza di GPS, eventualmente sostituito da A-GPS, oggi uno smartphone può dire esattamente dove si trova. E se ci si trova in una nuova area mai frequentata prima, per esempio in un albergo dove si soggiorna per la prima volta per lavoro, la domanda a cui Google risponde con questa specifica interrogazione è: “cosa c’è qui intorno?”. Le riposte possono spaziare dal ristorante al centro commerciale, dal cinema a luoghi istituzionali: insomma, un help for everyday’s life, che trasforma concetti come le affannose ricerche sulle «pagine gialle» di zona, alla ricerca di qualcosa, in un ricordo non più del passato prossimo, ma del… trapassato remoto.
C’è poi il terzo gioiello, la ricerca per immagini: oggi gli smartphone sono tutti dotati di telecamera, le cui risoluzioni video e sensibilità sono in grado di effettuare riprese decenti nella maggior parte delle condizioni di luce normali. Ad esempio, spiega il blog di Google, ci si trova davanti a un monumento sconosciuto, del quale si vorrebbe sapere qualcosa in più. Basta inquadrarlo et voilà, BigG risponderà con una ricerca indirizzata proprio al nome di quel monumento. Questa novità, limitatamente al «mondo Android», vede anche la nascita di Google Goggles, praticamente fatto apposta per proporre questa funzione sugli smartphone basati su Android.
Inutile dire che il rumore mediatico su tutti questi nuovi pacchetti-regalo è intensissimo e c’è chi ricorda che, nel frattempo, Microsoft non sta dormendo: l’accordo con Yahoo!, anticipato da tempo, è oramai concretizzato e il tempo reale è di casa anche a Redmond. Curiosamente, stando a quanto riporta The Money Times, all’atto della presentazione non molti hanno sollevato questioni sulla privacy , benché alcuni abbiano sottolineato che cotanta prominenza del tempo reale potrebbe portare a un’amplificazione di rumors e notizie poco accurate.
Una strana caratteristica, in tutto questo, contraddistingue Facebook nel suo rapporto in tempo reale con Google. Gli aggiornamenti trasmessi a Mountain View, infatti, non riguarderebbero quelli di stato bensì quelle delle sole pagine pubbliche. Un dettaglio non da poco, sottolinea Mashable, in quanto fa ricordare che mentre Microsoft ha investito in Facebook, dunque Bing dispone praticamente di tutto, Google è visto dal celebre social network più come un competitor che come un partner: di qui, secondo Mashable, la “limitazione”, che causerebbe anche una sorta di “incompletezza” dell’informazione in tempo reale offerta da Google, facendo ancora preferire la ricerca diretta su Twitter per sapere cosa sta succedendo proprio ora.
Occorre, comunque, dare il tempo a queste novità di stabilizzarsi, di crescere in Rete: sono appena adolescenti. Ma Google, lo ha dimostrato innumerevoli volte, cresce molto, molto in fretta.
Marco Valerio Principato
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