Nuove frontiere dei motori di ricerca: a risposta umana

Aardvark pensa alla ricerca
Aardvark pensa alla ricerca "da umani" con risposta "da umani"
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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 08/02/2010
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Roma – Nei consessi di esperti mondiali sta prendendo sempre più forma un aspetto (relativamente) nuovo del concetto di ricerca in Rete: quella che, oltre a essere social, si fonda sulla risposta di provenienza prettamente umana alla ricerca stessa.

Questo è quanto emerge da uno studio, intitolato “Anatomy of a Large Scale Social Search Engine” e pubblicato la scorsa settimana a cura di Damon Horowitz e Sepandar Kamvar di Aardvark, una delle tante aziende impegnate sul fronte della creazione di motori di ricerca sociali.

Il concetto di fondo della ricerca sociale è quello di collegare tra loro persone che chiedono (cioè fanno la ricerca) e persone che rispondono (cioè restituiscono un risultato). Molto diverso dall’abituale concetto di impiego di un motore, che incamera una frase di ricerca, la spezza in parole chiave e cerca nel proprio archivio quei siti dove tali parole chiave sono presenti con maggior frequenza, proponendoli in ordine di rilevanza.

Gli autori hanno richiamato alla memoria uno studio del 1998, preparato proprio dai fondatori di Google, intitolato «Anatomy of a Large Scale Hypertextual Search Engine», che all’epoca offriva il proprio atto di sterzo sul paradigma delle ricerche.

Nel caso di Aardvark, tecnicamente è tutto più semplice, anche se il compito di base – quello cioè di interpretare la proposta di ricerca sotto forma di frase compiuta – è abbastanza delicato. Risolto ciò, però, si tratta “semplicemente” di individuare quei circoli sociali in cui la risposta umana è più pertinente.

Si tratta, dunque, dello sviluppo di una tecnologia in direzioni completamente diverse rispetto al Web Search tradizionale il cui impulso, secondo alcuni, proviene molto anche dalla recente impennata nell’impiego della Rete a partire dai terminali mobili.

Assisteremo dunque alla nascita di un “nuovo Google”, completamente social? Forse è presto per dirlo. Anche perché, qualora così fosse, si può star certi che anche dalle parti di Mountain View, dove di certo non sono “nuovi” in argomento, nessuno ci dorme sopra.

Marco Valerio Principato

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