Facebook pronto per la geolocalizzazione

The New Blog Times
Dario Bonacina
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Pubblicato il: 11/03/2010
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Nel popolare social network stanno per fare il loro ingresso i servizi di geolocalizzazione. Per applicazioni utili per gli utenti, ma anche per introdurre nuovi strumenti di pubblicità e marketing in un bacino di utenza di 400 milioni di persone

Milano – La parola d’ordine è localizzazione. Anzi, geolocalizzazione: il futuro dei servizi web sembra obbligato ad andare in questa direzione. AppleGoogle, come noto, ci hanno pensato a lungo con l’intento di sfruttare tecnologie innovative per l’advertising. Ma forse non tutti sanno che si tratta di un chiodo fisso anche per Facebook, che la introdurrà tra poche settimane.

L’annuncio dell’introduzione delle nuove feature in seno al popolare social network verrà dato in aprile in occasione di  f8, l’annuale conferenza dedicata agli sviluppatori. Ma non si tratta di una sorpresa, dal momento che nell’ultima versione della normativa sulla privacy (termine improprio con cui sono indicate le condizioni di utilizzo dei dati personali degli utenti) introdotta da Facebook a fine 2009 è stato previsto un paragrafo ad hoc proprio a questo proposito:

Informazioni sulla posizione. Quando condividi con altre persone la posizione in cui ti trovi o aggiungi una posizione geografica a qualcosa che pubblichi, trattiamo tali informazioni come qualsiasi altro contenuto da te pubblicato (ad esempio, tali informazioni sono soggette alle tue impostazioni sulla privacy). Se offriamo servizi che supportano questo tipo di strumenti per la condivisione della posizione, ti verrà offerta la possibilità di confermare o meno la tua accettazione.

Come ben spiegato da The New York Times, la novità verrà introdotta su due livelli: il primo relativo al normale utilizzo di Facebook da parte degli utenti, a cui sarà consentito di condividere con gli amici la propria posizione, il secondo tramite API per permettere ad altre applicazioni (ad esempio Foursquare e Gowalla) di offrire servizi basati sulla localizzazione degli utenti.

Le condizioni appositamente inserite nelle condizioni di utilizzo inducono a pensare che Facebook in questa occasione non mancherà di curare l’aspetto della riservatezza ed è verosimile ipotizzare che l’utente possa definire, nelle impostazioni del proprio account, con chi o quando condividere le informazioni sulla propria posizione. Sulla privacy, Mark Zuckerberg si è sempre dichiarato attento e con questo presupposto – sempre a fine 2009 – aveva motivato l’eliminazione delle reti geografiche, divenute un veicolo di condivisione troppo ampio per un servizio cresciuto a livello globale, ma concepito per un ambiente più circoscritto.

Tuttavia è ormai risaputo che nel mondo dei social network la privacy è un optional e chi deve stare veramente attento a questo proposito sono proprio gli utenti. Va infatti considerato che Facebook offre le nuove feature in un momento quantomai opportuno: ha raggiunto il considerevole traguardo di 400 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui circa 100 milioni regolarmente collegati in mobilità (via cellulari, smarthone o computer connessi in modalità wireless).

Un bacino di utenza ideale, in movimento, e quindi allettabile con servizi legati alla localizzazione, in primis la pubblicità mirata che può proporre negozi e servizi fruibili proprio nella location in cui si trova l’utente, ma anche captabile per ricerche e indagini di mercato.

Un valore aggiunto di tutto rispetto. Quello più ostentato, ma in realtà meno considerevole, sarà quello percepito dagli utenti, per i servizi che consentiranno loro di ottenere informazioni presuntamente utili e legate alla propria localizzazione. Il valore aggiunto più tangibile sarà per gli inserzionisti pubblicitari, che potranno trovare nuovi clienti. Chi tirerà le somme più importanti sarà però Facebook, che si sta aprendo le porte ad un nuovo business.

Dario Bonacina


Dario Bonacina (360 articoli)

Tecnico informatico e TLC per un gruppo industriale, freelance blogger/journalist, ha collaborato e collabora con varie testate e siti di informazione tecnologica tra cui ComputerWorld, Punto Informatico e Tekneco.


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