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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 07/05/2010
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Roma – Qualche anno fa, quando si parlava di disporre di un programma di Word Processing online,  cioè non installato nel proprio computer, si diceva: “noo, impossibile, la Rete non è abbastanza veloce, la capacità di calcolo del computer deve essere dedicata tutta al programma…” e via discorrendo. Allora, in effetti, non era possibile.

Da quel giorno sono trascorsi solo pochi anni, ed eccolo qui: come si può osservare, dopo le larghe anticipazioni concesse dal più semplice ma funzionale Word Processor di Google Documenti, ora c’è anche l’impatto “visivo” a confermare che ci siamo arrivati. Su, in alto: c’è scritto “Microsoft Word Web App” (foto in testa).

Siamo dunque tutti in condizione, magari con l’aiuto di qualche ulteriore miglioria e qualche altro affinamento di codice, di affermare che l’installazione di un Word Processor sul proprio PC in locale sta iniziando a smettere di avere senso.

Questo stesso articolo, come si può osservare, è stato scritto online impiegando docs.com e la Word Web App, con cui si scrive con la stessa facilità con cui si scrive in locale, impiegando Word 2007. Certo, inserire le foto qui non avrebbe senso in quanto non sarebbero riconosciute, così come sono e senza accorgimenti, dal sistema di gestione delle pagine del New Blog Times, ma prima o poi si arriverà anche a quello.

Ad oggi, online è possibile creare e modificare documenti Word, fogli elettronici Excel e presentazioni PowerPoint: l’essenziale, dunque, c’è.  Se già li si possiede come file sul proprio computer, è possibile caricarli.

Dietro a tutto questo c’è la possibilità di condividerli, di mostrarli agi amici,  di vedere quelli degli amici e via discorrendo: dietro, in altre parole, c’è Facebook, con la cui utenza ci si autentica e si ottiene l’autorizzazione all’impiego della funzionalità.

Si può, naturalmente, scegliere chi può visionare e chi può modificare: nel caso di questo testo, come si vede dal grafico, è autorizzato solo chi scrive ma nulla vieta di aggiungere qualunque utente si desideri nel parco di coloro che sono utenti di Facebook.

Insomma, vale la pena di dargli un’occhiata: fa un certo effetto avere la netta sensazione di star impiegando Microsoft Word (o Excel o PowerPoint) senza che questo sia presente sul computer.

Marco Valerio Principato


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