Google “si fa” di caffeina, anzi, di Caffeine

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 10/06/2010
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No, Google non è diventato caffeinomane, ma vuole fare come se lo fosse. Tempi di indicizzazione di secondi, tutto il Web sotto controllo, subito. Questa è l’adozione di Google Caffeine

Roma – In giro per i server del GooglePlex comincia a esserci caffeina, anzi, Caffeine dappertutto: e non c’è nessuna protezione anti-spill, tutt’altro, più Caffeine penetra, maggiori sono le performance di BigG.

Questo il senso dell’annuncio di Google, che viste le più recenti pratiche real-time à la Twitter, visti gli aggiornamenti di stato istantanei dei più celebri social network, ha pensato di non poter essere da meno: indicizzare subito, nel giro di secondi, pochi secondi, debbono bastare le dita di una sola mano per contare i secondi necessari.

In soldoni, il già velocissimo motore di ricerca di Google, “facendosi” di Caffeine, sta diventando più veloce del 50 per cento, non spiccioli. Ma non è solo questione di velocità, è anche questione di contemporaneità: l’indice di BigG “sta crescendo non solo in dimensioni e numeri ma, con l’avvento di video, immagini, notizie e aggiornamenti in tempo reale, la pagina Web media è più complessa e più ricca. Chi cerca vuole trovare i contenuti rilevanti più recenti e chi pubblica vuole che siano trovati al momento stesso in cui sono pubblicati”.

La mira, dunque, è quella di un’indicizzazione praticamente in tempo reale. Solo che – va ricordato – il proposito se lo sta ponendo Google, Google, non un privato: significa doverlo applicare verso l’intera Rete Internet, di tutto il mondo. Non è uno scherzo, ciò nonostante, a quanto pare, è possibile: “Caffeine permette di indicizzare le pagine Web su scale enormi. Ogni secondo Caffeine elabora centinaia di migliaia di pagine contemporaneamente. Se fossero stati dati su carta impilati, la pila sarebbe cresciuta in altezza di tre miglia al secondo”, spiega Carrie Grimes, l’ingegnere software addetto ai lavori. Questa è la differenza sostanziale con il precedente motore di indicizzazione: non c’è alcun bisogno di attendere, i “pezzi nuovi” possono entrare subito.

Qualche altra cifra di interesse può essere il sapere che Caffeine tratta 100 milioni di gigabyte in un database e aggiunge informazioni a un ritmo di centinaia di migliaia di gigabyte al giorno. Ci vorrebbero – continua l’ingegnere con le metafore – 625mila iPod dei più capaci per contenere tutto, che se fossero impilati ricoprirebbero 40 miglia.

Gli effetti, bisogna dirlo, già si vedono: almeno gli articoli di questo sito (ma anche di molti altri) sono sull’indice di Google nel giro di una decina di secondi dal primo click su “Pubblica” e nel giro di un paio di minuti sono anche su Google News.

Il risultato dunque è arrivato, anche se il percorso non deve essere stato dei più indolori: sono mesi e mesi che Google ci lavora, a fine dello scorso anno se la è finalmente sentita di pronosticare il 2010 come “l’anno di Caffeine” e ora, a quanto sembra, il parto è compiuto.

Allora, un esperimento: questo articolo, redatto nella serata del 9 giugno 2010, verrà accodato per essere pubblicato alle 09:30 esatte del 10 giugno 2010. Chi se la sente, scriva nei commenti l’ora esatta in cui compare nelle varie aree di Google.

Marco Valerio Principato

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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Commenti (locali)
  1. Marco Valerio Principato ha detto:

    Ecco qui, pur conscio che il New Blog Times non è nessuno rispetto ad altri giganti del Web, i tempi sono stati davvero non male, ne ho parlato qui, sul blog personale.




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