3 Italia, libertà condizionata per Internet mobile

Dario Bonacina
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Pubblicato il: 07/09/2010
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Il pioniere della connettività mobile 3G in Italia limiterà la velocità di connessione agli utenti più bandivori

Milano – Il mercato della connettività su rete mobile è in crescita e le offerte degli operatori si articolano, con l’obiettivo di andare incontro alla domanda espressa dagli utenti, ma innanzitutto alle proprie necessità di business. E laddove non è possibile accontentare esigenze e capricci di tutti, si ricorre al traffic management. Ed è proprio la direzione in cui sembra andare 3 Italia nelle offerte legate alle sue Internet Key.

Un anno fa suscitò un certo scalpore la decisione di Vodafone, che annunciò l’introduzione di misure restrittive sulla connettività per applicazioni peer-to-peer o file sharing, nonché nuovi limiti sul traffico VoIP. Lo scalpore era dovuto a due aspetti: il primo consisteva nel fatto che si trattava di variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali , mentre il secondo risiedeva nella non applicazione dei principi di base della Net Neutrality. Da alcuni giorni, 3 Italia ha preso una decisione molto simile, come si può leggere nelle note pubblicate nelle schede tariffa delle sue offerte:

3 Italia gestisce, nel rispetto di quanto previsto dalla Carta Servizi e dalle Condizioni Generali di Contratto, il traffico sulla propria rete mobile al fine di offrire ad ogni suo cliente la possibilità di accedere ai servizi dati. Per ottimizzare le risorse di rete a beneficio di tutti i propri clienti, 3 Italia si riserva di limitare temporaneamente la velocità della connessione ai clienti che presentino modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa. Ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni.

La presa di posizione di 3 Italia sembra chiara negli effetti, un po’ meno sulle cause: ciò che è fuori di dubbio è che l’operatore introdurrà dei limiti all’utilizzo della rete a per gli utenti che, con il loro utilizzo, ne penalizzeranno le prestazioni. Ciò che è meno immediato è capire in seguito a quali reali eventualità l’azienda applicherà le restrizioni annunciate: tra i servizi che potrebbero impiegare “in maniera intensa le risorse di rete” ci sono lo streaming di contenuti multimediali e il peer-to-peer, e queste sono modalità scelte dagli utenti; ma “un numero particolarmente elevato di connessioni” nella medesima zona è una causa indipendente dalla volontà del singolo utente che si connette.

Andrea Trapani su Mondo 3 commenta con attenzione la novità, evidenziando che 3 Italia, nella propria Carta dei Servizi, fin dal 2002 contemplava la possibilità di adottare soluzioni di ottimizzazione delle risorse di rete e che oggi dichiara di voler assicurare l’accesso alla rete a tutti i propri utenti, “nel rispetto del principio di Net Neutrality“. Tecnicamente, però, l’operatore sembra voler mettere in atto una forma di service neutrality, giacché per limitare la velocità della connessione di un utente si deve intervenire nel merito della sua attività in rete, contravvenendo dunque ai principi di neutralità della rete.

Anche in questo caso occorre considerare che sul territorio italiano molti utenti scelgono la connettività mobile per supplire alle deficienze di broad band esistenti nelle proprie aree, urbane o rurali. L’utente che si dovesse veder rallentare la propria unica possibilità di connessione in banda larga subirà una grossa penalizzazione e non potrà porvi rimedio, almeno fino a quando un operatore non investirà nella propria infrastruttura.
 
Dario Bonacina 

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