Vivi in America? FIOS di Verizon ti porta 150 Mbps

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 23/11/2010
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Verizon, uno tra i maggiori provider Internet USA, annuncia il prossimo upgrade al suo servizio FIOS: 150 Mbps in down, 35 Mbps in up. E nel mondo va anche molto meglio. In Italia? Omissis

Roma – È vero, non proprio in tutte le zone degli Stati Uniti si può avere il nuovo servizio Internet FIOS di Verizon a 150 Megabit al secondo in download e 35 Megabit al secondo in upload: se si ha la sfortuna di vivere in quelle zone dove c’è solo il vecchio DOCSIS oppure solo la vecchia DSL, ci si deve accontentare di qualcosa in meno.

Se invece, si ha la fortuna di essere in quelle zone, dove il servizio sarà attivato entro l’anno, ci vorranno 194,99 dollari al mese ma la velocità verrà aggiornata dal vecchio FIOS a 35 Mbps in download e 5 Mbps in upload a quello nuovo a 150/35.

Un sogno? No, i numeri sono esatti, li racconta GigaOM, tra gli altri. Fa quasi rabbia: dove c’è il vecchio FIOS si ha una velocità di upload praticamente equivalente a quella che, da queste parti, è la normale velocità in download.

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Se non bastasse, GigaOM – che si rammarica pure di non averlo ricordato subito – precisa che nel mondo c’è comunque di molto meglio: a Hong Kong ci sono 800mila case raggiunte dal servizio FTTH a 1 Gbps, in Sud Corea hanno in programma di fare altrettanto, ma anche in Germania vorrebbero spingersi a valori simili per 70mila abitazioni, d’altra parte corrono già da tempo.

L’elenco prosegue: in Australia, TransAct sta tentando di spingersi anch’essa verso quei valori, persino in Portogallo ci stanno provando, anche se i costi sarebbero alquanto elevati. E anche ad Amsterdam un consorzio di provider si sta spingendo verso quelle quote, cioè sempre 1 Gbps. Per non parlare del Giappone, dove NTT e KDDI stanno già offrendo a tutti quelle velocità.

Dopo quest’elenco, gli USA con i loro miseri 150 Megabit al secondo diventano piccoli piccoli. E l’Italia? Scomparsa del tutto: è impegnata a litigare per gli aumenti del doppino.

Chi scrive non sa più dove nascondersi.

Marco Valerio Principato


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