Huawei salta sul treno 5G

L'iconica didascalia promossa da Mobiles.co.uk è chiara: a quel quattro sta per sostituirsi un 5, prima di quanto si pensi.
L'iconica didascalia promossa da Mobiles.co.uk è chiara: a quel quattro sta per sostituirsi un 5, prima di quanto si pensi.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 08/07/2014
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Il costruttore cinese è entrato a far parte della 5G Infrastructure Association Europea. Nel silenzio, se ne è parlato a Bologna la scorsa settimana.

La scorsa settimana a Bologna si è tenuta una riunione della 5G Infrastructure Association europea, al cui consiglio è stato ammesso il produttore di sistemi di telecomunicazioni cinese Huawei.

La 5G Infrastructure Association è la porzione privata del 5G Public and Private Partnership (5G-PPP), un’iniziativa congiunta tra il comparto industriale ICT europeo e la Commissione Europea, il cui scopo è promuovere la standardizzazione, la definizione e lo sviluppo delle reti “next generation”.

Secondo quanto riferisce il sito specializzato Telecoms.com, Huawei si è dichiarata disponibile a impegnarsi per favorire le attività di ricerca, di test e di sperimentazione su larga scala in collaborazione con i partner selezionati nell’iniziativa, fornendo alla Commissione Europea gli strumenti per orientare le proprie priorità e allargando la collaborazione a un più ampio consesso di partecipazioni.

Pur non essendo il 5G ancora ben definito come standard, esistono già diverse attività, sia di sperimentazione che di pianificazione strategica, volte ad agevolare il decollo dei sistemi di telecomunicazioni mobili di quinta generazione: due esempi sono Giappone e Corea, dove quest’ultima mira ad essere pressoché pronta con la nuova rete in occasione dei giochi olimpici del 2018.

Il Giappone ha mire solo leggermente più larghe: entro il 2020 pensa di essere “online” in 5G. «È con in mente l’obiettivo 2020 che le attività hanno avuto spunti importanti», spiega Seizo Onoe, Executive VP e CTO di NTT DoCoMo. «Siamo felici che la tecnologia 5G darà significativi aumenti di performance per supportare le nuove applicazioni future e l’impatto che queste avranno su clienti e industria».

Giganti del calibro di Alcatel-Lucent, Ericsson (come già visto), Fujitsu, NEC, Nokia e Samsung sono stati tutti scelti per lavorare a un primo progetto sperimentale, volto a fornire all’operatore giapponese un sistema in grado di operare sulla banda dei 15 GHz e ad esplorare anche le prospettive di impiego della banda dei 70 GHz.

Oggi, del resto – ha recentemente chiarito il sito specializzato Key4Biz.it – è strenua la ricerca di nuovi segmenti di banda liberi e diversi operatori, sia italiani che stranieri, stanno guardando alle porzioni di spettro riservate ai ministeri della difesa che, però, risultano da lungo tempo pressoché abbandonati.

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Marco Valerio Principato (2079 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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