BlackBerry Classic e le altre cose

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 18/12/2014
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Con l’uscita del Classic e il rilascio del software Blend, BlackBerry completa la presentazione dei nuovi prodotti. Ora resta da aggiornare gli hardware meno recenti alla versione 10.3.1 del sistema operativo, ormai attesa a breve.

BlackBerry ha ufficialmente sfornato il Classic, praticamente la nuova versione dell’ancora validissimo BlackBerry Bold 9900, smartphone che chi scrive ha posseduto fino a un anno fa (e ancora in uso con la persona a cui l’ha ceduto). L’azienda ha inoltre rilasciato Blend, un nuovo software in grado di trasportare su PC e su Tablet tutte le funzioni del proprio smartphone.

Il nuovo Classic impiega la versione 10.3.1 di BlackBerry OS e ha un look analogo al precedente Bold 9900, anche se di dimensioni maggiori. L’hardware non è “innovativo”: è praticamente identico al Q10, salvo il display più grande e la batteria più capace (2550 mAh). Per il resto, sono uguali la CPU (SnapDragon S4 Dual Core a 1,5 GHz), la memoria interna (2 GB), la memoria flash (16 GB, espandibili con microSD) e la risoluzione, sempre pari a 720×720 pixel. Viene venduto (senza vincoli) a 499 dollari, anche su Amazon.

Il software Blend, disponibile sia per Windows che per Mac OS X, in versione Android e iOS per Tablet, ha lo scopo di rendere accessibili tutte le funzioni del proprio smartphone BlackBerry – email, calendario, chat BBM, appuntamenti, memoria flash, ecc. – direttamente dal PC, con ovvii vantaggi di interscambiabilità. Al momento il software richiede Android versione 4.4 o superiori, Windows 7 o superiori e Mac OS X 10.7 o superiori. Non supporta ancora i vecchi device (Z10, Q10, Z30, che probabilmente saranno supportati una volta che uscirà l’atteso rilascio anche per essi di BlackBerry OS 10.3.1), ma supporta i nuovi Classic, Passport e Porsche Design.

In Rete circolano diverse critiche alla scelta dell’azienda per quanto concerne il Classic, in particolare per la “limitatezza” della superficie dello schermo. Generalmente, chi critica non tiene presente né gli obiettivi che si è posta l’azienda, né quelli dei clienti che le rivolgono la propria attenzione.

È stranoto che chi guarda ad Android vuole sostanzialmente “giocare” e avere l’oggetto tanto per non essere “diverso”. Se poi funziona e fa anche qualcosa, ben venga, anche a sacrificio totale della privacy. Chi sceglie Apple iOS vuole un prodotto innanzi tutto status-symbol, capace di funzioni evolute ma solo raramente sfruttato a fondo con caratteristiche di tutto rispetto (e sconosciute ai più), sia per quanto concerne le funzionalità che la tutela della riservatezza. Windows Phone è ancora troppo “acerbo” e poco diffuso, rispetto a quel che vorrebbe Microsoft, per essere considerato.

Chi sceglie BlackBerry vuole un oggetto diverso: vuole un vero assistente personale, un vero supporto, uno strumento di lavoro, dove sicurezza, privacy, usabilità, ergonomia e affidabilità siano al primo posto. Il resto sono chiacchiere, critiche vacue e millantati tecnicismi privi di fondamento. Basti ricordare che il Q10 e lo Z10 sono nati già dotati di LTE/4G e già capaci di usare il VoLTE, a differenza di altri smartphone che hanno ottenuto tali funzionalità solo in un secondo momento. Del resto, la tastiera “fisica” o si odia o si ama: non ci sono vie di mezzo. E chi la preferisce ha i propri buoni motivi per farlo, assieme alle altre caratteristiche brand-specific.

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Marco Valerio Principato (2079 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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