MFJ RBC-212, ossia fare i radioamatori a distanza

L'interfaccia di cui all'articolo.
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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 09/04/2015
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Un «tuffo» in un sistema di tele-gestione di apparecchi per radioamatori può far comprendere come certe tecnologie risolvano problemi prima insormontabili.

Roma – Premettiamo che questo articolo, pur essendo di interesse per una categoria specifica – quella dei radioamatori – fa comprendere come le nuove tecnologie di telecomunicazione possano essere impiegate per un’infinità di scopi, incluso quello di impiegare un apparecchio ricetrasmittente a distanza con l’ausilio di una linea telefonica. È appunto il caso dell’interfaccia RBC-212, costruita da MFJ.

Il produttore può essere non noto al grande pubblico, mentre lo è senz’altro per chi è appassionato di questa attività: è un’azienda che da molti anni (esattamente dal 1972) produce accessori e strumenti per radioamatori e ha saputo “tenersi a galla” ai tempi di Internet abbracciando, appunto, le nuove tecnologie e mettendole al servizio della categoria.

Grosso modo tutti sanno cos’è una ricetrasmittente: un apparecchio radio capace di ricevere e trasmettere su determinate gamme d’onda in varie modalità, con lo scopo di comunicare a voce o con altri sistemi di codifica e decodifica (telegrafia, telescrivente, eccetera). Tale apparato richiede un suo impianto di antenna, fatto apposta, attraverso il quale riceve e trasmette a distanze che possono andare dalla copertura locale alle centinaia, anche migliaia di chilometri, a seconda della lunghezza d’onda impiegata.

L’interesse un po’ più “generale” risiede nel fatto che, laddove si abbia desiderio o interesse nel poter impiegare un tale apparecchio ricetrasmittente da una postazione dove non è possibile “replicare” l’installazione con un altro esemplare e un’altra antenna, grazie a questo dispositivo di MFJ ciò diventa possibile a distanza, servendosi di una normale linea telefonica (tradizionale o VoIP, non importa), con tanto di protezione dagli accessi indesiderati.

L’apparecchio radio non è affatto il solo strumento gestibile a distanza: potrebbe anche essere un computer collegato a Internet su cui è in funzione Skype o qualsiasi altra applicazione di telecomunicazione, è solo questione di fantasia e di adattamento. Dunque anche una ricetrasmittente per servizi civili o di pubblica utilità potrebbe giovarsene.

Ecco che coloro i quali, magari, si trovassero nella propria “seconda casa” al mare o in montagna e là non fosse possibile installare antenne, potrebbero servirsene sfruttando a distanza la propria installazione principale. Oppure, la “stazione radio” potrebbe trovarsi in un apposito locale distante dalla propia abitazione in posizione favorevole ed essere impiegato a distanza, comodamente in poltrona, nel salotto di casa.

Come accade tutto ciò? “Semplicemente” (si fa per dire: è una tecnologia complessa) trasformando in digitale, esattamente come accade oggi per pressoché qualsiasi sistema di comunicazione a distanza, tutti i “segnali” necessari per gestire l’apparecchio radio a distanza: dai livelli audio all’invio della propria voce alla radio e alla ricezione dell’audio della radio verso la propria postazione distante, dalla regolazione dei parametri di lavoro alla gestione di un’eventuale antenna rotativa. L’interfaccia connessa alla ricetrasmittente riconosce quelli prodotti dalla sua “corrispondente” remota, li invia alla radio e viceversa, come se qualcuno fosse lì ad operare localmente, raccogliendone gli effetti e recapitandoli alla corrispondente remota.

MFJ ha pubblicato diversi filmati (alcuni sono qui di seguito) che illustrano l’interfaccia RBC-212, prodotta in diverse versioni per adattarsi senza problemi a diversi tipi di ricetrasmittenti. Inoltre è possibile servirsi, per lo scopo, anche di uno smartphone o tablet.

Il costo non è proprio economico: 499 dollari. Ma un impianto con un apparato ricetrasmittente e relativa antenna può costare anche molto di più, dunque non è così strano destinare una cifra del genere a questo strumento. E ancora oggi va ricordato che, in caso – per quanto raro – di impossibilità a comunicare via Internet o linee telefoniche, l’uso di una radio ricetrasmittente (in quel caso, di certo non “a distanza”), specie in onde corte, offre sempre una sicurezza in più e una capacità di coprire distanze molto elevate.

(L’articolo si chiude dopo i filmati)

L’interfaccia dotata della sua corrispondente per smartphone/tablet:

Controllo a distanza tramite iPhone/iPad:

Controllo a distanza di una specifica ricetrasmittente:

Spiegazione di come funziona:

Tutti questi filmati (ed altri) sono raccolti sul canale YouTube dedicato.

Se tutto questo è stato ed è possibile, è anche grazie alle attività di ricerca e sviluppo compiute spessissimo dagli stessi radioamatori i quali, dopo aver sperimentato solitamente rilasciano i risultati dei propri esperimenti, se ne “servono” senz’altro le esigenze commerciali ma, senza dubbio, quei risultati vanno a disposizione della “community mondiale” per qualsiasi impiego, radioamatoriale o meno.

Dunque, è solo questione di fantasia e chi è interessato/a non avrà difficoltà a individuare lo specifico problema che questo sistema è in grado di risolvere.


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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