Ma il mio smartphone va in 4G plus, a 225 Mbps?

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/04/2015
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Gli operatori cellulari spingono per il 4G+, LTE Advanced, 4G Plus e altri nomi. Qualcuno addirittura ringrazia la clientela. Ma il mio smartphone può farne impiego? Dovrò cambiarlo? Quali vantaggi ne traggo? Ecco qualche risposta.

Roma – Rete 4G+, LTE Advanced, 4G Plus: da un anno e più a questa parte gli operatori hanno questo come core business. Lo accompagnano col numerino magico: 225 Mbps, ossia una velocità che neppure da casa, neppure con la fibra è possibile raggiungere. La domanda sorge spontanea: se voglio provarla, avrò bisogno di un nuovo smartphone?

Premettiamo una spiegazione semplice: tutte quelle sigle citate all’inizio sono semplicemente marketing e fanno riferimento a un’unica modalità. Il succo del discorso è questo: LTE Advanced significa impiegare LTE come tecnologia di base, con il “trucco” di usare più frequenze contemporaneamente al fine di aumentare le prestazioni.

Una delle poche fonti in grado di dare una parziale risposta circa il proprio smartphone con una certa immediatezza è Wikipedia in inglese. Nella pagina List of devices with LTE Advanced (elenco apparecchi con LTE avanzato) sono citati alcuni marchi e i relativi modelli, in una tabella dove compare anche la massima velocità raggiungibile.

Esaminandola, anche senza capire l’inglese, ci saranno delle sorprese. Si scoprirà per esempio che il più veloce in assoluto è il Pantech Vega Iron 2. Mai sentito? Certo, perché si tratta di un produttore coreano il cui mercato di riferimento è sostanzialmente locale, pur avendo partnership con alcuni operatori di mercati esteri.

Ma andiamo con ordine. Il Firephone di Amazon e gli iPhone 6 e 6 Plus di Apple, per esempio, non sono adatti: sia l’uno sia gli altri si fermano a 150 Mbps, dunque non potrebbero sfruttare il 4G Plus. Tutti i BlackBerry serie 10, invece (chi scrive gongola, possedendo uno Z10) sono perfettamente idonei: raggiungono 300 Mbps.

Un unico HTC è citato, e si ferma a 150. I modelli Huawei citati, invece, sono tutti adatti, visto che il più “lento” arriva proprio a 225 Mbps, gli altri tutti a 300. Quanto a LG, solo uno è adatto (il primo), gli altri non lo sono e l’ultimo è in realtà una Wi-Fi Station (un apparecchio per la sola connettività 4G che poi ridistribuisce localmente con un Access Point Wi-Fi).

Va bene il Nexus 6 di Motorola, che arriva a 300; va bene una delle Aircard di Netgear. Saltando all’altro marchio più noto, Samsung, vanno bene il Galaxy Note 4 ed Edge, l’Alpha e l’S5 LTE+ mentre gli altri non sono adatti. Sony è del tutto fuori gioco con gli Xperia Z2 e Z3, mentre il Flare di ZTE è adatto.

Se il vostro smartphone rientra tra quelli elencati, potete provare il 4G+ o LTE Advanced o 4G Plus che dir si voglia; se non vi rientra, semplicemente non notereste alcuna differenza e laddove ottenere il 4G+ comportasse oneri aggiuntivi, sarebbero semplicemente soldi sprecati.

Chi scrive, risiedendo a Roma (città coperta dal 4G+ di Vodafone) a suo tempo ha provato ad attivarlo prima di lasciare l’operatore. In tutta franchezza, pur essendo l’architettura BlackBerry totalmente diversa dalle altre e non risentendo dell’appesantimento dovuto agli aggiornamenti del sistema, non è stato possibile riscontrare alcuna differenza davvero apprezzabile.

La ricezione delle foto su iGrann (App per Instagram dedicata) è appena più veloce; Facebook impiega qualche secondo in meno ad aggiornarsi completamente; la differenza nello scaricare gli allegati di posta “pesanti” è appena percettibile. L’unica differenza si nota quando lo smartphone è connesso al PC, dove un tentativo di download di un CD di software Open Source (dal mirror del Garr italiano, quindi senza alcun “freno” né collo di bottiglia) si è svolto a circa 60 Megabit al secondo.

Bisogna infatti tener conto che la velocità indicata dagli operatori, 225 Mbps, è puramente teorica: per raggiungerla, tutte le condizioni debbono essere ottimali. Il che significa rete cellulare sgombra e senza congestione, segnale ricevuto dall’operatore pienissimo, nessun’altra attività sullo smartphone, nessuna interferenza, nessun altro cliente intento a fare la stessa cosa sulla stessa cella radiomobile nello stesso momento, eccetera.

Va da sé, dunque, che da un lato è certamente da accogliere con entusiasmo la transizione verso una tecnologia nuova e più capace di crescere, ma dall’altro lato occorre prendere gli annunci e gli spot presentati dagli operatori con intelligenza: non si crucci, ad esempio, chi ha appena appreso – pur possedendo un iPhone 6 – di essere precluso/a.

In realtà, esperienza alla mano, non ha perso assolutamente nulla: perché velocità del genere possano essere giustificabili in ogni occasione di utilizzo quotidiano e, quindi, perché sia ragionevole che i mercati si aspettino di ottenerle davvero e sempre, serviranno ancora diversi anni.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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  1. smartphone 4g scrive:

    I costi non sono d’aiuto!!! Ho cercato i modelli elencati, ma sono troppo costosi: sapreste suggerirmi degli smartphone 4g cinesi? Ho letto sul web che hanno prezzi molto bassi ma funzionano bene.
    P.S. E’ veramente più veloce della connessione di casa? Potrebbe sostituirla? Grz




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