Cyanogen e Truecaller: il futuro dell’ID chiamante?

CyanogenMod e Truecaller.
CyanogenMod e Truecaller.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/05/2015
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Cyanogen e Truecaller insieme: l’accordo prevede di implementare nel primo le funzioni del secondo. Come cambierà il mondo dell’identificativo chiamante telefonico.

Roma – Cyanogen, il celebre “clone” di Android, da cui deriva, ha annunciato recentemente una serie di nuove partnership, tra cui una con Microsoft, nel tentativo di espandere il reach di adepti. Se ne è appena aggiunta una nuova: è con la startup svedese Truecaller.

Chiariamo di cosa parliamo. Quando riceviamo una telefonata, lo smartphone preleva dalle informazioni ricavate dalla rete cellulare il numero di telefono di chi ci sta chiamando. Se è riservato, l’App telefono scrive sul display “Privato”, “Riservato” o simili. Se è un numero regolare, l’App accede alla rubrica alla ricerca di quel numero e, se lo trova, visualizza il corrispondente nome. Se, invece, non è presente, si limita a visualizzare il numero.

Ed è qui che entra in gioco, un po’ come ha fatto anche Hello di Facebook, l’accordo: Truecaller di fatto implementa un sistema esteso di identificazione del chiamante che, qualora nella propria rubrica il numero chiamante sia assente, cerca di identificarlo e presentare sul display le relative informazioni reperite.

Con l’occasione, neanche a dirlo, sarà resa disponibile una funzione “anti-spam” (in senso telefonico): tutti quegli utenti disturbatori sarà possibile intercettarli e bloccarne le chiamate.

«Più o meno regolarmente tutti proviamo cosa vuol dire essere disturbati da chiamate indesiderate di numeri che non conosciamo o da insistenti venditori di qualsiasi cosa che sembrano non essere capaci di prendersi un “no” come risposta», spiega il blog di Truecaller su Cyanogen. «Grazie alla nostra partnership con Truecaller, potrete filtrare le chiamate attraverso l’identificativo chiamante e bloccare chiamate indesiderate sin dall’interno del dialer originale di Cyanogen OS».

Il vantaggio di Truecaller consiste nell’essere un sistema con alle spalle una community, nella quale gli utenti “segnalano” i numeri universalmente riconosciuti come disturbatori. Si potrà anche attribuire un particolare nome a un certo numero, così che chiunque ne riceva chiamate e abbia l’App installata possa vedere di chi si tratta.

Va detto che l’App Truecaller esiste anche in versione autonoma, ossia installabile su Android. Purtroppo dalle recensioni si evince che ha ancora qualche piccolo problema (come il generare chiamate perse), ma la soddisfazione media sembra abbastanza elevata. Esiste, tra l’altro, anche in versione più “socializzante”, in cui suggerisce contatti da chiamare in base a luogo, data, ora, eccetera.

Resta solo da sperare che, in fase di implementazione, il team di Cyanogen si impegni, assieme al produttore, a dare una limatina agli eventuali difetti presenti.

In ogni caso, l’idea è un segnale importante per il futuro dell’identificativo chiamante, una funzione che Telecom Italia, per esempio, sulle linee fisse ancora osa farsi pagare separatamente, che con questa novità è destinato a diventare non più una funzione strettamente legata alle conoscenze personali, ma a un certo grado di condivisione.

Bisognerebbe solo comprendere come si possa conciliare l’esigenza di tutelare un dato personale così importante, come la coppia nome-numero, e un sistema che non solo ne viene integralmente a conoscenza, ma che in molti casi li diffonde a una community che, in realtà, non è altro che… gli altri utenti telefonici.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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