WiMAX e BetaMAX, qualcosa li accomuna. La fine precoce?

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 07/04/2009
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Roma – Il WiMAX finirà come il Betamax di Sony: accantonato in un angolo e dimenticato. Questo il parere di Nokia, il gigante dei cellulari, che nel proprio futuro preferisce sterzare verso LTE, lasciandosi alle spalle il WiMAX.

Come alcuni ricorderanno, il Betamax era tecnicamente un ottimo standard – e il primo – per la videoregistrazione su nastro magnetico, concepito e brevettato da Sony. Ma la recalcitranza della casa a concedere in licenza il permesso per la costruzione di videoregistratori in tale standard senza pretendere eccessive royalty, produsse un solo risultato: fu semplicemente accantonato e letteralmente sommerso dal VHS, lo standard molto meno oneroso che di fatto fece esplodere la videoregistrazione domestica e ancora oggi, in alcuni casi, in uso.

Anssi Vanjoki, direttore manifattura e vendite di Nokia

Anssi Vanjoki, direttore manifattura e vendite di Nokia

A proposito del WiMAX Anssi Vanjoki, direttore manifattura e vendite del gigante dei cellulari, ha pronunciato le stesse dure parole. Anzi, c’è anche chi già maligna, riferendo che Nokia avrebbe detto “Il WiMAX è il Betamax senza fili”.

Eppure Nokia è uno dei membri fondatori del WiMAX Forum, il consesso di industrie progettato proprio per promuoverne lo standard. Ciò nonostante, l’azienda scommette più volentieri sul 4G (cioè l’LTE) che a proprio parere sarà lo standard dominante entro il 2015, mente il WiMAX risulterà un perdente su tutta la linea.

E se è vero che negli States il WiMAX fatica a decollare, secondo Intel (che ne sospinge l’adozione) ci sono altre parti del mondo dove sta prendendo piede. Ma Vanjoki è stato chiaro: “Non mi sembra che il WiMAX si stia insediando gran che”, ha detto in occasione di un meeting di presentazione prodotti, tenutosi a San Francisco. “Secondo le mie previsioni, nel 2015 avremo una rete LTE che coprirà i luoghi più importanti del mondo e ci offrirà la copertura e la capacità di cui abbiamo bisogno”.

Anche in Italia, d’altro canto, le cose non vanno meglio: se si toglie il recente start di Aria e di pochi altri, che stanno iniziando ad operare, non vi sono molte altre iniziative WiMAX. Pur svettando già da tempo, sopra le celle delle stazioni radio base della maggior parte degli operatori cellulari, le nuove «fruste» bianche adibite proprio a tale tecnologia.

Va anche ricordato che, in Italia più che altrove, le spese che un operatore deve sostenere per acquistare una licenza sono rappresentate da cifre da capogiro: un’altra ragione che rende assai problematico lo scenario per chi, da operatore, vuole vorrebbe avventurarsi nell’impresa.

Marco Valerio Principato

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