Un’alternativa alla Vodafone Station? Si può fare

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 24/07/2009
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La station di Vodafone sarebbe ottima se non avesse limiti da tutte le parti, sia tariffari che tecnici. Quella di TIM ha un’architettura molto limitata. Se dovessero lanciarla anche altri operatori, sarebbe lo stesso. C’è una via d’uscita per crearsi una station in proprio, senza limiti? Certo che c’è, basta studiarla e pianificarla accuratamente

Roma – Bisogna ammetterlo: da quando Vodafone ha lanciato il concetto di station, ovvero di un apparecchio che, miracolosamente, anche senza avere nessun “filo” alle spalle, porta in casa Internet e telefono, l’attenzione di molti è stata letteralmente catalizzata: lo dimostrano le oltre 40mila letture dell’articolo Cos’è davvero la Vodafone Station? Vediamolo insiemepubblicato il 18 settembre 2008 e ancora tra i pezzi più “battuti” su questo Blornale.

Come tutte le novità, l’apparecchio commercializzato da Vodafone non è esente da difetti: ma più che progettuali, si tratta di difetti contrattuali. Nulla a che vedere, sin quando la propria Vodafone Station non sarà connessa alla Rete tramite ADSL, con un vero contratto Internet forfettario: ben lo sa chi si è visto ridurre la portata a pochi Kb/secondo solo perché – ingenuamente – si è messo a scaricare file a tutto spiano quando l’unica fonte di “rifornimento” di connettività era la Vodafone Key connessa alla station. Sulla quale si è già discusso, evidenziando che di flat proprio non se ne può parlare.

Chi non ha la fortuna di potersi collegare tramite un’ADSL decente, purtroppo, se scarta la soluzione modem tradizionale o ISDN, resta confinato nelle mini-ADSL anti digital divide, una soluzione che crea più problemi di quanti non ne risolve: di qui l’interesse che ha saputo suscitare un’iniziativa come quella di Vodafone.

Anche TIM ha provato a cavalcare l’onda di una sua station, ma con successo molto modesto e ciò sia per la limitatezza dell’hardware scelto, sia – ancora una volta – per le restrizioni sul traffico Internet che affliggono il servizio ricevuto.

Poiché più di qualcuno ha scritto in Redazione chiedendo se esista qualche soluzione fai da te, per confezionarsi una station a proprio uso e consumo priva di lacci e lacciuoli (a parte la tariffazione imposta dalla chiavetta scelta) e siccome tale possibilità in effetti esiste, abbiamo pensato di proporne una. Ciascuno sarà poi libero di crearsi la configurazione più idonea, alla luce delle proprie abitudini di consumo della Rete e del proprio traffico.

DrayTek Vigor 2710VN: un apparecchio in grado di fare tutto ciò che fa la Vodafone Station e molto, molto altro

DrayTek Vigor 2710VN: un apparecchio in grado di fare tutto ciò che fa la Vodafone Station e molto, molto altro

Si può, dunque, avere uno “scatolo” che faccia (quasi) tutto e si lasci configurare come meglio si desidera? Si, si può e uno tra i modelli che sembrano più adatti è il DrayTek Vigor 2710VN (riprodotto anche in figura).

A questo apparecchio non manca praticamente nulla. Il sito in italiano di DrayTek è estremamente scarno, anche se inizia a comparire della documentazione più accurata: la cosa migliore è andarsi a leggere per bene, con calma e con attenzione quello in inglese,  sulla pagina dedicata al prodotto.

Si scoprirà che questo apparecchio ha una risposta pronta praticamente per quasi tutte le possibili domande che un utilizzatore, anche molto evoluto, può fare. E, cosa più importante, è compatibile con la maggior parte delle chiavette Internet normalmente utilizzate e/o vendute dagli operatori nazionali. Dunque, se nella vostra zona una linea telefonica dotata di ADSL vera e propria latita ma avete buona copertura 3G di un operatore cellulare, c’è speranza (anche se non c’è alcuna speranza di avere traffico Internet davvero flat).

Pertanto, acquistata la 2710VN l’accesso ad Internet in casa è assicurato, tanto via Ethernet che via WiFi. Resta il problema della connettività telefonica, ma anche questo è facilmente risolvibile utilizzando questo flessibilissimo apparecchio.

Volete portare con voi il vostro numero Telecom Italia? Nessun problema: esercitate il diritto di portabilità e spostate il vostro numero su EuteliaVoIP. Quindi, a procedura terminata, inserite i dati della linea all’interno del router et voilà, la linea è servita. Se anzichè una linea ricaricabile come quella di EuteliaVoIP (la ricaricabile è concettualmente adatta per i cellulari, un pò meno per una casa) desiderate un servizio in abbonamento, potete ottenere lo stesso tipo di linea tramite Ehiweb, che ha una discreta gamma di offerte di servizio telefonico VoIP, materialmente fornito all’azienda da Eutelia ma senza rischi di interruzione per mancata “ricarica”, visto che contrattualmente si sottoscrive con Ehiweb e non con Eutelia. E anche la portabilità è gestita dall’azienda esattamente come fa EuteliaVoIP.

Resta ora la scelta della chiavetta Internet, e qui vengono le note dolenti. Scartate senz’altro quella di Vodafone, in quanto nelle note è scritto chiaramente che il traffico VoIP è considerato al di fuori della “convenzione”, se così si può definire. Le chiavette TIM hanno limiti contrattuali abbastanza ristretti sotto il profilo della quantità di traffico, dunque attenzione anche in questo caso. Certo, questo significa aver perso la possibilità di sfruttare i due operatori più presenti sul territorio ma le loro condizioni contrattuali, purtroppo, non sono molto favorevoli.

Tra le aziende più chiare nelle proprie posizioni sulla fornitura di Internet via rete cellulare c’è Wind. La cui copertura di certo non è estesa come quella dei due operatori mainstream, ma è bene ricordare che se esiste una sua cella in tecnologia 3G/HSDPA, anche a una certa distanza, basta scegliere una chiavetta (delle tante con cui il 2170VN è compatibile) a cui si possa collegare un’antenna esterna ad alto guadagno (un buon produttore italiano è Caletti, di cui qui c’è il catalogo): la si punta verso la cella e spesso si riesce a risolvere il problema. In alternativa, la chiavetta può essere collegata al proprio Router tramite una prolunga USB e posizionata all’esterno, opportunamente protetta da una scatola stagna in plastica. In molte zone Wind ha mantenuto la sola connettività DCS 1800 (1800 MHz: ricordiamo che Wind non ha alcuna licenza per operare a 900 MHz) ma ha quasi ovunque implementato il protocollo EDGE, che se utilizzato con apparati di buona qualità riesce ad offrire comunque banda sufficiente per una telefonata su IP. Quest’ultimo scenario è comunque da verificare: il nemico più insidioso che nasconde non è la banda in sé ma la latenza.

Un’eccessiva latenza comporta che le proprie parole giungono all’interlocutore con ritardo, a volte, di 1000 e più millisecondi: una telefonata con latenza così elevata è sgradevole perché comporta una sorta di training degli interlocutori, che debbono abituarsi a parlare, attendere due o tre secondi perché termini il recapito della frase all’altro capo della linea, altri due o tre perché giunga la risposta dell’altra persona e così via. E la latenza è un parametro poco – o per nulla – gestibile lato utente. Tutti problemi, questi, che tendono a ridursi quasi a zero già con il semplice 3G e a sparire completamente in HSDPA.

Non deve preoccupare più di tanto il traffico dati svolto per avere il servizio di telefonia VoIP: si abbia solo l’accortezza – salvo per il FAX – di impiegare sempre un codec compresso (il G.729 è ottimo) e il consumo di banda per dialogare a voce sarà ridottissimo, comunque tale da consentire ampi margini con una connettività come la Wind Mega No Limit, che per 20 Euro mensili consente di far traffico per 2,5 Gigabyte.

Discreta è anche la formula Tre.Dati di 3 Italia, che per 19 Euro mensili offre 5 gigabyte di traffico, superati i quali si paga anticipatamente un euro per un altro giga, da usarsi entro il mese. A differenza di Wind, però, questa formula è in abbonamento. Se qualcuno riesce a trovarla, era anche molto valida la chiavetta sponsorizzata da Yahoo, che metteva a disposizione 10 GB di traffico.

Anche con Wind e 3 Italia, quindi, i cap sono comunque presenti. Se l’impiego di una chiavetta è quello di rifornire di connettività un apparato come il DrayTek Vigor 2170VN, occorre fare attenzione alle tariffe a tempo: è facile dimenticare la connessione aperta e questo comporterebbe sorprese sotto il profilo dei costi. Meglio, quindi, utilizzare una connessione a traffico le cui soglie siano note ben chiare, e ricordare sempre di sorvegliare il roaming: le tariffe previste lo escludono in ogni caso e chi dovesse trovarsi in zone di confine ottico di copertura radio – ad esempio sull’arco alpino – potrebbe, proprio malgrado, in alcuni momenti ritrovarsi collegato a reti di altri paesi.

Se poi, nel frattempo, la rete evolve e finalmente arriva sotto casa un’ADSL degna di questo nome (sembrerebbe che ci stiano provando, ma c’è poco da fidarsi), ben venga: via la chiavetta, connessa l’ADSL al DrayTek e la connettività sarà a quel punto veramente forfettaria, senza limiti e, soprattutto, senza cambiare una virgola al resto del proprio scenario di impiego, telefoni compresi.

A questo punto si tratta di studiare: gli elementi ci sono tutti e ciascuno potrà cercare di crearsi una configurazione di Vodafone Station, anzi, di Personal Station, perfettamente adattata alle proprie esigenze.

Buon lavoro!

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Telecomunicazioni

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Commenti
  1. Michele scrive:

    Certo che sì: Huawei U960

  2. [...] Se dovessero lanciarla anche altri operatori, sarebbe lo stesso. blog: The New Blog Times | leggi l'articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

  3. Francesco scrive:

    Salve,
    siete a conoscenza dell’esistenza di un appareto che oltre a sfruttare la linea dati disponibile tramite sim ad abbonamento sia capace anche di utilizzare la linea gsm per la voce (sfruttando i minuti di traffico in genere compresi nel pacchetto dell’operatore) anziche obbligare ad utilizzare la tecnologia voip sempre e comunque a pagamento per le chiamate?
    In pratica l’obiettivo che vorrei raggiungere è quello di trovare un dispositivo (o più d’uno connessi tra loro)che mi permetta di condividere sia la connettività 3G (ad internet) sia quella gsm (per la voce).
    grazie

  4. La Redazione scrive:

    Certo che sì. Leggendo la pagina delle caratteristiche linkata nell’articolo, si legge che ha uno switch Ethernet a 4 porte incorporato. Dunque lo si può fare tranquillamente. Neanche a dirlo, anche via WiFi.
    Saluti,
    La Redazione

  5. riccardo scrive:

    io sarei molto interessato a liberarmi dal giogo della telefonia fissa, ma avendo 4 pc a casa sono vincolato x internet.. dispongo già di una buona chiavetta x navigare, adesso mi domando: posso utilizzare il router di cui si parla nell’articolo x condividere la connessione tra 4 pc?

  6. Michele Valle scrive:

    Valerio,
    credo che frequentiamo lo stesso forum, infatti vedo che hai scritto di recente lamentando problemi di ricarica nel forum della community Euteliavoip in cui già ad Aprile avevo descritto la soluzione tecnologica che approfondisci nel tuo articolo.

    Una sola precisazione: allo stato attuale non esiste per il Vigor 2710Vn un firmaware ufficiale che gestisca il 3G.
    Esiste invece ed è stato rilasciato nei giorni scorsi un firmware per il Vigor 2110Vn, che ha solo la funzione di router.

    Considerando che ho già sperimentato la connessione con chiavetta sia con il 2710 che con il 2110, se hai bisogno di informazioni per i tuoi prossimi articoli, basta chiedere.

    Michele Valle
    Engineering.IT Spa


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