Muoversi nella giungla del digitale terrestre
Roma – Niente affatto facile: con l’avvento del digitale terrestre si sono presentate al contempo una serie di novità tecniche che, se lasciano indifferente un giovane o un esperto, creano timore in chi, invece, non ne sa nulla. In questa piccola guida si cercherà di chiarire i capisaldi, così da consentire a chiunque di raccapezzarsi, di capirci qualcosa. E con linguaggio semplice e scorrevole.
I fronti in movimento sono due: l’Alta Definizione, detta in sigla HD (che sta per High Definition e altro non è che il relativo corrispondente inglese di Alta Definizione) e il cambio da analogico terrestre a digitale terrestre.
L’Alta Definizione
Per alta definizione si intende semplicemente la capacità di un dispositivo di visualizzazione (lo schermo del TV) di mostrare immagini con una definizione molto più elevata. Ossia, immagini molto più nitide, dai contrasti intensi ma non saturi, dai dettagli elevatissimi: il primo piano di una persona in Alta Definizione dà quasi l’impressione di poterla toccare, un panorama in Alta Definizione fa sembrare di trovarsi sul luogo, un fiore ripreso da vicino sembra quasi di poterlo afferrare.
Per avere tutto questo, il TV deve essere Full-HD, cioè pienamente HD. Con ciò si intende che sia capace di visualizzare questa maggiore definizione senza ridurla rispetto all’originale. Naturalmente, la trasmissione (o il film in noleggio ed il relativo lettore DVD) deve anch’essa essere Full-HD. Se il televisore non è Full HD (e ci dev’essere scritto chiaro), può essere un HD-Ready oppure Non-Full-HD.
Nel caso di un HD-Ready (che significa, un po’ a tradimento, pronto per l’HD, il che è inesatto, ma così è stato battezzato) si ha un apparecchio più economico del Full-HD e che ha una risoluzione in genere analoga a quella del normale TV, ma con una differenza sostanziale: se riceve (da antenna o da lettore DVD, non importa) una trasmissione Full-HD, ne consentirà la visione, pur riducendo la risoluzione tanto quanto basta a poterla visualizzare al massimo delle proprie capacità. Ma si vede.
Nel caso, invece, di un apparecchio né Full-HD né HD-Ready occorre fare attenzione: tali apparecchi (ancora più economici) non dispongono di alcun sistema di “riduzione della risoluzione”. Se a tali TV si fa riprodurre un programma in Alta Definizione, questo non sarà visualizzato e lo schermo resterà nero, nel migliore dei casi con un messaggio di avviso, nel peggiore perdendo il sincronismo e, in alcuni rarissimi casi, anche guastandosi.
Dunque, all’atto dell’acquisto di un nuovo TV, oltre alla questione digitale terrestre, occorre tenere in attenta considerazione il tipo di risoluzione di cui è dotato. Per essere Full-HD, deve consentire una risoluzione non inferiore a 1920 x 1080 pixel. Se è inferiore, non è un Full-HD ma, al massimo, un HD-Ready o, addirittura, un televisore normale.
Il digitale terrestre
Meglio tralasciare le ragioni tecniche, politiche e aziendali che hanno condotto alla sua adozione ma, per capire, si tratta di un processo analogo a quando la telefonia cellulare è passata dal vecchio sistema analogico E-TACS (anni 90) al nuovo sistema GSM. I cellulari molto vecchi, un giorno di qualche anno fa, hanno smesso di funzionare perché tutti i ponti ripetitori di vecchio standard sono stati spenti e smantellati. E tutti hanno dovuto acquistare un nuovo cellulare GSM che è, appunto, digitale.
Con la transizione da analogico terrestre a digitale terrestre nella TV accadrà esattamente la stessa cosa: per un certo periodo (adesso) i due sistemi convivono, con la parte analogica che man mano si “svuota” di emittenti e la parte digitale che, man mano, si popola di nuove emittenti “migrate” dall’analogico. Tra qualche mese, le emittenti analogiche scompariranno del tutto.
Naturalmente, è impensabile imporre al mercato un comportamento analogo a quello rilevato nella transizione dei cellulari: chi ha un televisore di buonissima qualità, anche se non Full-HD, sarebbe cliente difficile da conquistare. Come c’è chi, invece, approfitterà dell’occasione per rinnovare il vecchio TV e sostituirlo con uno moderno, adatto al digitale terrestre.
Chi non vuol cambiare TV, però, deve necessariamente dotarsi del famoso decoder: ovvero un apparecchio esterno, da collegarsi al TV come qualsiasi videoregistratore o lettore DVD, perché il vecchio TV, del nuovo segnale digitale, non saprebbe assolutamente cosa farsene: non visualizzerebbe nient’altro che neve, disturbi e rumori, al pari di come un cellulare odierno, quando sta per squillare o ricevere un messaggio, produce ronzii e disturbi in una radiolina posta nelle immediate vicinanze.
Dunque, le domande:
A cosa fare attenzione se si vuole comprare un decoder esterno perché si vuol mantenere il proprio TV?
Oppure:
A cosa fare attenzione se si intende sostituire il televisore con uno dotato di ricevitore digitale incorporato?
Voltando pagina, le risposte.
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A proposito di definizione, mi risulta incomprensibile il riferimento a televisori che non sono in grado di “ridurla” da 1080 a 720, così come fantomatici ricevitori DT da oltre 200 euro. Non esiste nessun problema di risoluzione e qualunque TV (in unione al suo ricevitore) è capace di “digerire” qualunque segnale adattandolo alle proprie capacità.
Inoltre, il più sofisticato ricevitore digitale terrestre del momento, l’unico capace di utilizzare il segnale HD di Mediaset Premium, costa 179 euro in negozio, mentre con 89 euro è possibile portarsi a casa un modello non capace di decomprimere un flusso HD ma almeno dotato di presa HDMI.
Volendo aiutare a capire è necessario fare chiarezza fino in fondo…
E’ esatto, Federico: se invii un segnale HD ad un TV di vecchia generazione oppure dichiaratamentenon HD-Ready attraverso un adattatore mal costruito (e ce ne sono, di cinesi economici, nel qual caso disporre di HD solo sulla HDMI non ti salva), non solo non vedi nulla ma, nel caso dei primi, vecchi monitor/TV di alta qualità ma incapaci di risoluzioni superiori a 800 x 600 rischi di danneggiare la sezione video a causa delle frequenze troppo elevate che la sezione stessa è incapace di trattare.
Viceversa, se il decoder permette di scegliere la risoluzione inviata al TV a prescindere dalla presa non c’è alcun problema: sia un Full-HD che un TV di vecchio tipo possono ricevere il suo segnale.
Sul prezzo, si, i più cari non vanno oltre i 170 Euro ma quando si dà un prezzo è meglio darlo più alto: averlo più basso, poi, è una sorpresa gradita. Se l’hai notato, l’ho fatto anche sul prezzo più basso: proprio la scorsa settimana un commerciante me ne voleva offrire uno a 20 Euro (era uno zapper ultra-semplice, senza neanche il “passante” per l’antenna).
Un saluto