Ecco le linee guida per la Net Neutrality. Da FCC

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 23/09/2009
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Milano – Una Rete neutrale, dove i provider assicurino la libera diffusione di contenuti di ogni tipologia, in un’ottica di apertura anche tecnologica (con piena compatibilità all’impiego di device di terze parti. E’ questo l’obiettivo che persegue la FCC (la Federal Communications Commission), illustrato dal presidente Julius Genachowski in occasione di un evento organizzato a Washington da The Brookings Institution.

Nel suo intervento, Genachowski ha delineato gli elementi fondamentali di un impianto normativo da presentare al più presto negli USA a salvaguardia dell’apertura della Rete, che introduca a livello regolatorio due nuovi principi, oltre ai quattro già noti sulla neutralità della Rete.

Il primo (anzi, il quinto) dovrà consistere nell’esclusione di criteri discriminatori da parte degli ISP, con riguardo sia ai contenuti pubblicati che alle tecnologie impiegate, in modo da favorire l’utilizzo di dispositivi di terze parti. Il secondo (anzi, il sesto) principio è molto semplice: i provider, secondo le linee guida esposte dal presidente della FCC, dovranno essere chiamati ad assicurare la massima trasparenza – nei confronti dei propri utenti – in materia di gestione delle proprie reti.

“Opennes is the key” e “We must choose to preserve the open Internet” sono, nelle parole di Genachowski, i due capisaldi della policy da seguire per raggiungere l’agognato obiettivo, che dovrà costituire punto di riferimento obbligato per tutti gli operatori che gestiscono il traffico Internet.

Naturalmente – e in Italia questo è un concetto ben noto – una regola può avere valore irrisorio senza un’Authority di vigilanza che ne verifichi l’applicazione e proprio per questo motivo la commissione si è candidata al ruolo di arbitro, per dirimere – “caso per caso” – le questioni relative a presunte violazioni dei principi di net neutrality.

I principi dovranno essere applicati da tutti, ha ribadito il presidente della FCC, tanto dalle compagnie di telefonia fissa quanto dagli operatori di telefonia mobile, sui quali la questione necessita comunque di un approfondimento che Genachowski ha già promesso, sentendolo forse necessario per alcuni aspetti attinenti al mercato USA, di particolare interesse per il mondo del mobile broad band in continua espansione: in primis, spicca il fatto che i due maggiori operatori USA, Verizon e AT&T, hanno già escluso (questa è la loro posizione) che i principi della Net neutrality possano riguardare il loro business e, in senso lato, il mondo wireless (termine con cui si indica la telefonia mobile).

Altro atteggiamento non proprio neutrality-compliant su cui FCC potrebbe dover ragionare di nuovo è, apparentemente, quello tenuto da Apple nei confronti di Google per l’ingresso di Google Voice nell’App Store, una nota querelle la cui ultima puntata è stata riassunta due giorni fa su queste pagine.

Dario Bonacina

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