Banda (quasi) larga per tutti, ovunque. Ma in Finlandia

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 15/10/2009
Commenti 4 commenti

Roma – Spiace constatare che l’Italia produce molte chiacchiere, mentre altri paesi chiacchierano meno e passano prima ai fatti. È il caso della Finlandia, che si propone obbiettivi davvero lodevoli, anche se inizialmente non proprio larghi di banda: la connessione alla Madre delle Reti è un diritto per tutti e almeno 1 Megabit/secondo dovrà essere garantito su tutto il territorio da prima di subito, o quasi.

In “seconda battuta”, ovvero entro il  2015, l’intero territorio dovrà offrire una… presa di Rete (con la R maiuscola perché si parla di Internet) a 100 Megabit/secondoper tutti. Un obbiettivo di certo non semplice, ma questi sono gli intendimenti di un paese che, in realtà, non fa altro che seguire le indicazioni dell’UE. Con un pò di tolleranza per quelle zone proprio difficili, dove la velocità più bassa sarà tollerata se l’unico modo per avere connettività saranno le reti cellulari.

Il paragone con l’Italia esce spontaneo, inevitabile: a differenza di quanto ha stabilito la Finlandia, che ha parlato di valori di banda ben precisi, «Telecom Italia, ad esempio, ha il dovere di allacciare qualsiasi nuova abitazione alla linea telefonica, senza però nessun obbligo in relazione al quantitativo di banda da fornire», sbotta Giacomo Dotta su Webnews.

Certo che poi l’Italia risulta al 38mo posto  nella classifica internazionale sulla qualità della banda larga offerta ai cittadini: si potrebbe dire che il misero 38mo posto, con le interminabili chiacchiere (e pochi fatti) che si fanno nel Bel Paese, è anche un buon risultato. Certo che una notizia del genere atterra su Business Week, o finisce su The Huffington Post, al contrario di quanto accade per Francesco Caio, del quale il sito di Arianna Huffington non ha proprio dato cenno, dove tentare anche con un “Caio, Italy” porta solo risposte del tipo: “Volevi dire Ciao Italy?“.

Dunque, il punto di vista del Ministro delle Comunicazioni svedese Suvi Lindén è ben altro: “Lo sviluppo delle infrastrutture deve essere garantito in modo tale che sia il pubblico che le aziende, a prescindere da dove si trovino, abbiano l’opportunità di impiegare i servizi della società dell’informazione”, ha detto Lindén.

Va anche ricordato che sono pochi i paesi che si sono prodigati a definire l’accesso a Internet un diritto. La Francia, ad esempio, lo ha fatto, benché poi si sia ritrovata con provvedimenti castranti che hanno fatto fiorire smorfie di ogni genere sulla bocca dei netizen del resto del mondo.

E in Finlandia tutto sommato c’è poca gente, apostrofa PCWorld: una nazione che somiglia più ad una grande città che a una nazione come gli Stati Uniti. In tutto, 5.3 milioni di persone, sostanzialmente residenti al Sud. Sarebbe la 30ma nazione per densità – incalza PCWorld – ma risulterebbe comunque più popolata di qualsiasi città americana eccetto New York. Il che fa sorgere la domanda, insiste la rivista: se la Finlandia può farlo, perché non si può fare altrettanto nella maggior parte delle grandi città americane?

La medesima domanda potrebbe essere ripetuta a coro perfetto, all’unisono, anche dall’Italia. Ma, almeno al momento, tutto tace.

Marco Valerio Principato

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  1. Luca scrive:

    Aggiungiamo che in Finlandia Università è gratis, gli studenti vengono pagati 500 euro al mese e ti danno la casa gratis, i rifiuti non esistono perche al supermarket ti pagano 5 lattine 1 euro , 5 bottiglie di plastica un euro.

  2. [...] 1Mbps entrerà in ogni casa al pari dell’acqua, dell’elettricità e del telefono. via The New Blog Times [...]

  3. [...] In Italia una cosa del genere credo non succederà mai. Sono ancora migliaia i paesi dove non è ancora arrivata l’ADSL. Secondo una ricerca di Altroconsumo la tariffa più conveniente costa il 120% in più della migliore tariffa europea. L’ Italia risulta al 38mo posto nella classifica internazionale sulla qualità della banda larga offerta ai cittadini: in Finlandia la banda di 1Mbps entrerà in ogni casa al pari dell’acqua, dell’elettricità e del telefono. via The New Blog Times [...]

  4. il baruffi scrive:

    ciao. volevo segnalare che anche in italia, partendo da milano, stiamo cercando di mobilitare la gente per ottenere la banda larga e il wifi all’interno del piano regolatore. cechiamo diffusione dell’iniziativa e sostegno. lascio un link per saperne di più e per aderire.

    http://ilbaruffi.blogspot.com/2010/01/wifimi-diritto-di-navigare.html

    un saluto.