Google Voice si concede, anche sul proprio numero

Una vignetta di LifeHacker su Google Voice che offre il servizio di segreteria
Roma – Certo che a Mountain View non stanno fermi un attimo: hanno riflettuto sul fatto che il chiedere un nuovo numero telefonico a Google per sfruttare appieno tutti i servizi di Google Voice avrebbe potuto essere un freno, un elemento dissuasore in quanto obbligherebbe alla diffusione a tutti i propri corrispondenti del nuovo numero ottenuto. E allora, in piena filosofia Google (cioè pian pianino, un inesorabile passo per volta), l’idea: ti dò la segreteria telefonica e qualche altro servizio anche se vuoi usarli su un numero non-Google, bensì un altro già in tuo possesso.
Il blog Bits del New York Times l’ha subito ribattezzato «Google Voice “lite”, no new number required», un titolo che già da solo spiega tutto. Google Voice – esordisce il blog – è il coltellino svizzero dei servizi di telecomunicazioni che unifica più linee, trascrive i messaggi vocali, blocca i telemarketer (le tentate vendite per telefono, ndB), fa risparmiare sulle chiamate e molto altro. Ha fatto parlare molto di sé ma ora Google è consapevole che per avere tutto ciò c’è da pagare un prezzo salato: cambiare numero telefonico.
Dunque, l’idea di Google è di offrire una parte (non proprio tutto: sarebbe tecnicamente impossibile e/o sconveniente) dei servizi di Google Voice facendoli utilizzare su un numero telefonico di cellulare di cui già si dispone. Il tutto si ottiene anche con l’aiuto del servizio di trasferimento di chiamata, così come esso funziona nelle reti telefoniche statunitensi.
Purtroppo, nonostante ci sia chi ricorda che è possibile sia richiedere direttamente l’utenza che degli inviti per far conoscere ad altri il servizio, l’italico popolo ad oggi non ha alcuna possibilità di utilizzare Google Voice. I più attenti avranno infatti notato che da Google fanno esplicito riferimento “al proprio cellulare”, perché negli States chiamare un cellulare da rete fissa costa esattamente come chiamare un altro numero di rete fissa, alla sola condizione che anche il cellulare abbia assegnato un numero che inizi con lo stesso area code.
In Italia questo ovviamente non solo non è vero, ma i costi di conversazione da fisso a mobile sono (purtroppo) molto più elevati, dunque mai e poi mai, finché tale scenario non dovesse rivoluzionarsi (utopia?), Google avrà alcuna possibilità di far capolino nel Bel Paese (e anche in buona parte d’Europa) alle stesse condizioni.
Marco Valerio Principato















