L’identificativo chiamante che si adatta a chi viene chiamato

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 18/01/2010
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Un’azienda israeliana s’inventa un automatismo che permette di inviare come ID chiamante, uno tra i propri numeri VoIP con prefisso coincidente con quello del chiamato, a seconda del numero chiamato. Truffa? No: mente aperta, prego

Roma – Un’idea pressoché geniale, quella di Flat Panel Phone Co., innovativa azienda israeliana operativa nel mercato della telefonia VoIP: un identificativo chiamante dinamico, che si adatta all’area code (cioè al prefisso) del chiamato e presenta come identificativo quello che si è scelto come proprio numero locale.

Può non esser chiaro come funziona, anche perché in Italia la gestione dell’identificativo chiamante è molto più rigida e le aziende che forniscono servizi di telecomunicazioni, anche per questioni normative, sono a loro volta molto rigide e hanno bisogno di tempo per adeguarsi alla flessibilità del VoIP: ecco qualche dettaglio in più.

Si dà per scontato che le persone da chiamare dispongano di abbonamenti dove le condizioni contrattuali prevedano un costo limitato per chiamate nell’ambito dello stesso prefisso e richiedano, invece, costi maggiori per chiamate dirette a prefissi diversi.

Dunque, si immagini di risiedere a Roma e di avere due persone, una a Milano e una a Torino, che si chiamano spesso. Chiamandole, sul loro apparecchio telefonico compare il proprio identificativo chiamante, che partendo da Roma inizierà con 06. Anche loro, quando chiameranno Roma, invieranno il loro ID chiamante, che inizierà rispettivamente con 02 o 011.

Ora si supponga che, per favorire quelle persone, ci si doti di due numeri locali, ad esempio tramite EuteliaVoIP o Skype stessa, uno con il prefisso di Milano e uno con il prefisso di Torino. Impostando il proprio adattatore telefonico VoIP con quei due numeri, i due corrispondenti avranno la possibilità di chiamare Roma utilizzando numeri che per loro sono locali: dunque, faranno una telefona urbana anziché interurbana.

Il meccanismo creato da Flat Panel Phone consiste in un automatismo che, invece di inviare il proprio numero abituale (quello che inizia con 06), invierà come ID chiamante il numero di Milano se si sta chiamando l’utente di Milano, o quello di Torino se si sta chiamando l’utente di Torino. Altrettanto può esser fatto con altri prefissi, a scelta del cliente.

In questo modo, basterà che quegli utenti, avvedendosi di aver ricevuto una telefonata, richiamino quel numero, senza doversi ricordare che, in realtà, per chiamare Roma possono usare uno dei numeri aggiuntivi di cui ci si è dotati per favorire il loro traffico.

L’idea, per quanto possa far saltare dalla sedia qualche manager di Telecom Italia che è ancora convinto di poter sostenere la giustezza e l’equità di una tariffazione differenziata tra chiamate urbane e interurbane, non va ciecamente additata come possibile truffa ai danni degli operatori, ma vista con mente aperta: diceva nel 2008 Dan Berninger, presidente di Free World Dialup, su GigaOm “pensare alle soluzioni di telecomunicazioni come un’estensione del Web e alla loro implementazione come servizio di hosting può aiutare a sciogliere il miope nodo della maggior parte dei business plan VoIP”. Ciò che Flat Panel Phone sta realizzando con questa novità è esattamente questo, aggiunge Om Malik sul celebre blog.

Bisogna solo sperare che questa miopia, che in Italia somiglia più che altro a una cecità totale, presto si risolva: purtroppo questo è un paese dove si lanciano sassi e nessuno poi si ricorda che son stati lanciati.

Marco Valerio Principato

(l’immagine in testa è dell’utente Flickr matt512)

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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